Percorsi

Benedetta TobagiResistenza con voce di donna (e non solo)

«Dio mio, quanto vi siete divertiti!» pare abbia esclamato Italo Calvino dopo aver letto il Diario partigiano di Ada Gobetti, e credo proprio che sarete d’accordo con lui. Scritto a partire dagli appunti cifrati in inglese tenuti venti mesi della guerra civile 1943-45 dietro sollecitazione di Benedetto Croce nientemeno (il filosofo voleva capire cosa fosse stata davvero la Resistenza, e chi meglio di Ada?) e pubblicato nel 1956, il Diario conserva intatta la sua freschezza, e resta uno dei piú ricchi e vivaci resoconti dell’esperienza partigiana, col valore aggiunto di raccontarla dalla prospettiva di una donna.

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978880622521GRA

Massimo ZamboniL’eco di uno sparo

Una storia che chiedeva di essere raccontata, rimasta sepolta insieme alle tante storie rimosse di questo Paese. Un libro sofferto, inconsueto, che è insieme una presa d’atto, un amaro bilancio e una terrestre ballata incantatrice. La memoria va trasmessa, ci dice Massimo Zamboni, e «tocca ai nipoti tramandare, sottraendo ai genitori un compito che non avrebbero potuto svolgere con giustezza».

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Classe

Paolo MiloneAstenersi principianti

Liceo Brocchi, Bassano del Grappa (VI)
Classe: IV B
Docente: Rachele Bombieri

Paolo Milone torna in libreria con un romanzo intenso, poetico, luminoso. Dopo il grande successo di L’arte di legare le persone, l’ex psichiatra genovese decide di addentrarsi nel lato piú oscuro e sconosciuto delle nostre esistenze, la morte, provando a fare luce su un tema cosí delicato, restituendoci un’immagine inedita di quel momento che segna la fine della nostra vita.

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978880625186HIG-1

Chiara ValerioLa tecnologia è religione

Che differenza c’è tra danzare per far piovere, e schiacciare un tasto per illuminare uno schermo? In entrambi i casi, un movimento del nostro corpo fa accadere qualcosa. Nel primo caso, la danza della pioggia si rivolge a una qualche divinità e il dispositivo che ne attiva l’intervento è il nostro corpo. Nel secondo caso il dispositivo è un prolungamento del corpo.

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Viola ArdoneIl treno dei bambini

Liceo classico Stellini, Udine
Classe: II A
Docente: Mariaelena Porzio

La storia raccontata ne Il treno dei bambini parla del trasferimento di molti bambini dal sud verso il nord nel dopoguerra. Perché ti sei appassionata all’argomento?

Questa storia mi è stata raccontata da un amico di famiglia. Non diede molta importanza all’episodio, ma notai che lo ricordava con tenerezza, ne parlava come di una cosa bella della sua infanzia. Da Napoli partirono moltissimi bambini, eppure non faceva piú parte della memoria collettiva. L’iniziativa ne aveva coinvolti ben 70000 su tutto il territorio italiano. Pensai subito che fosse una storia bellissima, epica, in cui c’era già tutto quel che serviva: il trasferimento e quindi il distacco, il ritorno, il concetto di solidarietà, insomma mi sono innamorata dell’idea.

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