Consiglio di classe

Classe

Anilda IbrahimiIl tuo nome è una promessa

ISIS Newton, Varese
Classe: II C mec
Docente: Giuseppe Finocchio

«Marzo è considerato da sempre un mese difficile. Ingannevole. Sembra che il buio sia finito e il sole accecante incanta la gente assetata di luce».

Siamo negli anni 90, Rebecca, la protagonista de Il tuo nome è una promessa, decide di prendere le distanze da suo marito partendo per lavoro con destinazione Tirana, Albania. Lei in quel posto non c’è mai stata però sa molte cose, una fra tutte che quel paese ha ospitato sua madre Esther salvandole la vita dalla seconda guerra mondiale, ma che ha visto anche la perdita di una persona a lei molto cara ovvero la sorella Abigail.

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Classe

J.D. SalingerIl giovane Holden

ISS Paciolo-D’Annunzio, Fidenza
Classe: I B linguistico
Docente: Marilisa Antifora

«Si riconosce un uomo stolto dal fatto che è pronto a morire per una causa. Si riconosce un uomo saggio dal fatto che è pronto a vivere umilmente per una causa».

Il giovane Holden (The Catcher in the Rye) è un romanzo di formazione scritto da J. D. Salinger nel 1951. Il protagonista è Holden Caulfield, un sedicenne sensibile ed emotivamente fragile che si ritrova ad essere cacciato per l’ennesima volta da una scuola per il suo scarso rendimento. A seguito di una lite con il suo compagno di stanza, durante la notte sceglie di tornare a New York dove abita con la sua famiglia, ma timoroso della reazione dei suoi genitori decide di non rientrare a casa finché non avranno digerito la delusione; ha anche paura del confronto con il fratello D.B., che scrive copioni a Hollywood, con la sorellina Phoebe, che eccelle in tutto ed è molto intelligente per la sua età, e forse anche con Allie, il fratellino morto a undici anni che avrebbe potuto fare grandi cose.

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Classe

Viola ArdoneIl treno dei bambini

Istituto tecnico Buonarroti, Frascati
Classe: IV U turistico
Docente: Beatrice Landucci

Impressioni, emozioni scaturite dall’incontro con Viola Ardone e il testimone Vittorio Minucci

Leggere questo libro è stata un’occasione per conoscere un pezzo di storia, fatti realmente accaduti che hanno permesso a molti bambini di vivere una vita migliore rispetto a quella che avrebbero potuto avere al Sud. Questo incontro mi ha fatto riflettere molto sulle condizioni di vita del dopoguerra e le differenze che sono presenti tutt’ora tra il Nord e il Sud Italia e alle difficoltà che hanno dovuto affrontare moltissime famiglie in quell’epoca.

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Classe

Fabio GedaAnime scalze

Liceo Nomentano, Roma
Classe: IV M
Docente: Silvia Vitucci

Caro Pietro,

è da tanto che non ci sentiamo ormai, ci siamo visti per la prima volta dopo anni solo perché Ercole e Luca avevano deciso di fuggire da tutti noi, e forse avrebbero fatto bene; avrei voluto parlarti ma non ne abbiamo avuto la possibilità. Vorrei dirti tante di quelle cose, ma ho scritto questa lettera principalmente per farti capire i motivi che mi hanno costretta ad abbandonarvi; so che forse non vorrai neanche leggerla ma è importante per me, visto che mi sento in dovere di spiegare a te, Asia ed Ercole cosa mi è successo.

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Classe

Benedetta TobagiPiazza Fontana

Liceo scientifico Salvemini, Bari
Classe: IV G
Docente: Monica Iusco

Nella destra teneva sette stelle. Appunti (molto) sparsi su Piazza Fontana. Il processo impossibile

«Non sarò mai abbastanza cinico / da smettere di credere / che il mondo possa essere migliore di com’è / ma non sarò mai neanche tanto stupido / da credere / che il mondo possa crescere / se non parto da me» (Brunori Sas).

Nel silenzio generale del 12 dicembre 2019, a cinquant’anni dalla strage di Piazza Fontana, Rai Uno manda in onda una «docu-fiction forse esteticamente non perfetta» (per citare M. Piras su Le parole e le cose) che fornisce, però, una ricostruzione ben pensata, esatta e lineare di un processo impossibile lungo trentasei anni (1969-2005).

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Classe

J. D. SalingerIl giovane Holden

IISS Paciolo-D’Annunzio, Fidenza
Classe: I A linguistico
Docente: Marilisa Antifora

Superare i confini dell’isolamento attraverso il digitale: a classi aperte con l’autore/traduttore de Il giovane Holden

Chissà se Salinger avrebbe mai potuto immaginare che un giorno, a sessant’anni dalla prima pubblicazione del suo romanzo, Il giovane Holden, in un paesino del Nord Italia, 108 studenti tra i 14 e 16 anni si sarebbero incontrati per parlare di lui in un’aula magna virtuale. Chissà se avrebbe mai potuto immaginare che avrebbero invitato, in collegamento da Milano, colui che ha ridato vita alla versione italiana del romanzo, il traduttore Matteo Colombo.

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Classe

Akhil SharmaVita in famiglia

Liceo classico Alfieri, Torino
Classi: V Alfa e V G
Docente: Isabella Bruschi

Vita in famiglia fa riflettere sulla felicità e sulla tristezza che può colpire una qualsiasi famiglia. Del libro mi ha colpito il modo in cui Ajay, il fratello minore, reagisce al coma e poi alla morte del fratello, di come riesce a trovare la forza di andare avanti. L’incontro con la traduttrice Anna Nadotti è stato molto interessante, soprattutto perché è stata capace di rispondere alle nostre domande su parti poco chiare nel libro, ed esaustiva.

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Classe

Ester ArmaninoStoria naturale di una famiglia

Liceo scientifico Cafiero, Barletta
Classe: I B
Docente: Silvia Grima

A dir la verità questo libro, Storia naturale di una famiglia, non lo avrei mai letto se non fosse stato assegnato come compito, anzi lo avrei iniziato e pian piano abbandonato al suo triste destino. Questo perché le prime pagine del libro non mi hanno incuriosita molto e le ho trovate confusionarie; però continuando la lettura ho iniziato ad appassionarmi a comprendere maggiormente la storia e la sua profondità.

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Classe

Nadia TerranovaAddio fantasmi

Liceo Nomentano, Roma
Docente: Silvia Vitucci

Gentile Nadia Terranova, sono una ragazza di diciotto anni, vengo da Roma e grazie a un’imposizione, mi sono trovata il suo libro tra le mani. Sí, perché era un obbligo, un libro come molti che si danno da leggere a scuola per spingere i ragazzi a leggere. Sarò sincera: dire che il suo romanzo Addio fantasmi mi abbia colpito sminuirebbe l’effetto che mi ha prodotto leggerlo; mi ha letteralmente stravolta, ma in senso positivo.

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Classe

Giorgio SciannaLa regola dei pesci

Istituto Galvani Iodi, Reggio Emilia
Classe: II D
Docente: Maria Giovanna Borsalino

Come potrebbe continuare La regola dei pesci?

I ragazzi, dopo aver inviato la cartolina ai genitori, si resero conto che, diversamente dall’inizio, avevano forme di pensiero e opinioni diverse. Cosí decisero di separarsi nuovamente, ma si promisero di incontrarsi ogni mese, per sapere come sarebbero continuate le loro vite. Ivan e Lorenzo decisero di andare a Londra per trovare Simone e cercare lavoro in una cittadina vicina così da riuscire a pagare gli studi e l’appartamento in affitto. Antonio decise di ritornare in Italia per studiare all’accademia militare di Modena. La promessa di vedersi ogni mese non fu mantenuta, sia per gli impegni lavorativi di tutti, sia perché ognuno di loro si era costruito una nuova vita. Purtroppo persero i rapporti, ma ognuno di loro conservava un ricordo legato all’adolescenza: una bellissima amicizia.

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