Consigliato dall’insegnante

Insegnante

Valeria ParrellaAlmarina

Elena Tamborrino (Maglie)

Almarina di Valeria Parrella racconta la storia di due solitudini che si incontrano, quella di Elisabetta, vedova cinquantenne che insegna nel carcere minorile di Nisida, e quella di Almarina, adolescente romena segnata dalle violenze del padre e non solo da quelle. Sono, le loro, solitudini piene: quella di Elisabetta è piena di ricordi che solo in apparenza sono latenti, ma che riemergono a mano a mano che si avvicina a quella di Almarina, che – da parte sua – è come affamata di qualcosa che riscatti la sua vita.

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Insegnante

Maurizio BettiniHomo sum

Maricarmen Tranchina (Palermo)

«“C’è un luogo, lo chiamano Italia…” Ripenso con dolcezza e nostalgia al tempo, ormai lontano, in cui l’Eneide era fatta di figure poetiche; ma so che se mi ostinassi a perpetuare quel tempo, nonostante ciò che accade intorno a noi, mi sentirei colpevole». È quanto afferma Maurizio Bettini nel Prologo del suo ultimo lavoro Homo sum. Essere “umani” nel mondo antico. È indubbio che la cultura dei Greci e dei Romani sia profondamente diversa dalla nostra, secondo uno scarto che lo stesso Bettini definisce come «distanza che ci separa dagli antichi». È pur vero che si possono individuare – continua l’autore – «alcune specifiche forme culturali in base alle quali Greci e Romani si ponevano problemi in qualche modo simili a ciò che noi oggi definiamo diritti umani».

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Insegnante

Sally RooneyPersone normali

Annamaria Petriccione (Mantova)

Capita spesso che amiche e colleghe – che stimo parecchio perché anche loro amano la lettura quanto me – mi chiedano consigli sui libri da far leggere ai propri alunni. La scelta è alquanto difficile, ma alla fine qualche titolo riesco sempre a buttarlo giú e anche a portare a casa qualche vittoria. Credo di aver letto da pochissimo un romanzo che non vedo l’ora di consigliare ai miei alunni e a quelli degli altri: Persone normali di Sally Rooney.

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Insegnante

Valeria ParrellaAlmarina

Antonella Festa (Lanciano)

«Mi sono convinto che quando tutto è o pare perduto bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio» (Antonio Gramsci, Lettere dal carcere).

Madri, figlie e figli, scuola, educazione, relazioni. Madri imperfette, quasi madri, figli e figlie diversamente abili o diversamente figli/e, scuole di frontiera, passaggi cruciali, relazioni sghembe, straordinarie perché esulano dall’ordinarietà e la riflettono rovesciandola nel suo contrario. Sono questi i temi che attraversano la narrativa di Valeria Parrella, cui la città di Napoli fa da sfondo.

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Insegnante

Evelina SantangeloDa un altro mondo

Elena Tamborrino (Maglie)

C’è un’immagine che resta impressa nella mente dopo aver letto Da un altro mondo di Evelina Santangelo, ambientato in un futuro prossimo che è già presente: è il trolley rosso che il piccolo Khaled si trascina dietro, mentre attraversa l’Europa – da Bruxelles alla Sicilia – in cerca di un futuro, un trolley rosso che è come il cappottino della bambina di Schindler’s List di Steven Spielberg, il cappottino rosso che attraversa il dramma dei rastrellamenti nazisti in Polonia durante la Seconda Guerra Mondiale.

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Insegnante

Fortunato CerlinoSe vuoi vivere felice

Erminia D’Auria (Cava de’ Tirreni)

Nel suo romanzo d’esordio, Se vuoi vivere felice, Fortunato Cerlino racconta la sua esperienza di bambino che è riuscito a diventare «imprenditore dei suoi sogni», capovolgendo lo stereotipo di un destino fin troppo scontato, che vuole che Pianura, periferia napoletana in cui i bambini bruciano troppo presto la loro infanzia, sia un luogo dove «chi è nato tondo nun può murí quadrato». «Io da grande non farò il contadino… farò l’astronauta». Fortunato bambino, ‘o strologo, come lo chiama il padre, sogna di fare «prima di tutto il cantante, poi l’astronauta, l’attore, lo scrittore», per non tornare a casa «con tutti quei sassi che abbiamo sul tetto e sul cuore».

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Insegnante

Paolo GiordanoDivorare il cielo

Rossana De Perte (Conversano)

Giovedì 21 febbraio quasi trecento studenti del Liceo San Benedetto di Conversano hanno incontrato Paolo Giordano. Il romanzo, ambientato in Puglia, narra la storia di quattro ragazzi, la loro giovinezza e la difficoltà del mondo adulto, descrive i desideri e le utopie, l’amicizia totalizzante e la rivalità, la natura, che sa essere molto ostile.

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Insegnante

Massimo MantelliniBassa risoluzione

Giovanni Antonio Del Vescovo (Barletta)

La nostra società assiste a una sorta di meta-modernità. Riflettiamo sul suo senso, anche nascosto, mentre proliferano definizioni di essa: post-modernità, ipermodernità, post-post-modernità e cosí via. Il saggio Bassa risoluzione di Massimo Mantellini offre una chiave di lettura delle modificazioni che hanno investito il nostro vivere (e anche il senso comune) a partire da circa una ventina di anni.

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Insegnante

Michela MarzanoL’amore che mi resta

Sergio Turrisi (Cefalú)

Michela Marzano nel suo primo romanzo L’amore che mi resta racconta la storia di una madre, Daria, che affronta il suicidio della figlia, una morte che sovverte l’ordine naturale delle cose e sconvolge la sua esistenza.

Quando ho scelto di proporre questo libro ai miei alunni mi sono chiesto come avrebbero accolto una storia cosí dolorosa, quali strumenti avessero studenti di un’età compresa tra i quindici e i diciotto anni per comprendere una sofferenza cosí ineffabile. La scuola deve prevedere un dialogo ragionato sulle questioni piú delicate, sulle afflizioni piú profonde dell’anima, senza operare censure.

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Insegnante

Nadia TerranovaAddio fantasmi

Silvia Vitucci (Roma)

Fare i conti con il fantasma di un’assenza è ancora piú difficile rispetto all’elaborazione di un lutto: «La morte è un punto fermo, mentre la scomparsa è la mancanza di un punto, di qualsiasi segno di interpunzione alla fine delle parole. Chi scompare ridisegna il tempo, e un circolo di ossessioni avvolge chi sopravvive».

La scomparsa a cui è sopravvissuta Ida, la protagonista quarantenne di Addio fantasmi, è quella di suo padre, professore di liceo che, quando lei aveva solo tredici anni, a causa di una profonda depressione ha scelto di scomparire nel nulla («scivolare via», scrive Terranova) senza lasciare tracce.

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