Percorsi d’autore

Percorsi

Gianni SollaVite incredibili

Attraverso le storie abbiamo la possibilità di osservare da punti di vista differenti il territorio che vediamo ogni giorno. La nuova prospettiva nasce dall’angolazione con cui la luce colpisce gli oggetti del quotidiano. Alla fine di ogni romanzo, la nostra toponomastica sentimentale viene riscritta. La magia avviene vivendo le vite dei protagonisti. In realtà è un semplice trucco: fingere di essere qualcun altro. Ma funziona, perché riusciamo a vivere un’esperienza anche senza averla vissuta direttamente.

Scopri di più

Percorsi

Emanuela CanepaCrescere con i classici

Appartengo a una generazione che ha iniziato a leggere tirando giú dagli scaffali quel che c’era in casa. Non esisteva una differenza davvero netta tra libri per ragazzi e libri per adulti, e non erano diffuse come ora le biblioteche di quartiere – o almeno non a Roma, dove sono cresciuta – per ampliare l’offerta. Perfino le librerie, a ripensarci ora, erano luoghi austeri, prestigiosi, imponenti, perlopiú in centro storico, e quindi difficili da raggiungere. Senza contare che non avevamo un soldo, e anche se qualcuno ci avesse portato fino a lí non avremmo comunque potuto permetterci di comprare nulla. Se volevi leggere, quindi, avevi a disposizione solo quello che potevi rimediare facilmente a casa tua, o al massimo da un parente compiacente. E nelle case della media borghesia dei primi anni ’70 c’erano quasi solo classici, libri scritti prevalentemente tra la fine del XVIII e il XIX secolo.

Scopri di più

Percorsi

Fabio GedaAbitare l’altrove

Le storie servono a un sacco di roba, lo sappiamo: invitano ad aprirci allo stupore, educano alla bellezza, pongono quesiti esistenziali su noi e sul mondo. Ci intrattengono anche. Fanno ridere e piangere. Se serve ci schiaffeggiano, ci scuotono dal torpore, e se serve ci consolano — sí, anche quello, e diffidate di chi denigra il potere consolatorio delle storie. Ma uno dei motivi che, personalmente, piú mi hanno spinto nel corso della vita a farmi rapire da mondi di carta è quello che chiamerei: abitare l’altrove. Niente di complicato: si tratta di andare in luoghi geografici o dell’animo umano (quelli che chiamo panorami emotivi) in cui non sono mai stato, o in cui sono stato e mi piace tornare.

Scopri di più

Percorsi

Sara LoffrediL’anima delle città

Come l’uomo plasma la sua casa nel corso di una vita, cosí generazioni di uomini modificano le città nei secoli, rendendo visibile il rapporto tra il luogo e chi lo abita. Se persone diverse costruiscono rapporti diversi con sé stessi e i loro simili, lo faranno anche con lo spazio che occupano, ed è per questo che luoghi costruiti con i medesimi elementi – abitazioni, negozi, strade, portici, alberi, a volte un fiume – risultano cosí distanti tra loro.

Scopri di più

Percorsi

Paolo MalagutiIn fuga verso l’avventura

Ogni volta che mi capita di chiacchierare con qualcuno di libri, avverto una lieve sensazione di disorientamento. Questo capita perché, anche se sto parlando di un romanzo letto e riletto, scopro sempre, grazie ai miei interlocutori, particolari a cui non avevo posto attenzione, chiavi interpretative che avevo trascurato, scorci su personaggi che credevo di conoscere già a fondo. Il disorientamento, va da sé, aumenta quando mi ritrovo a dialogare di percorsi di lettura, di generi letterari, insomma non piú di singole opere, ma di intere famiglie di libri: per quanto possa credermi esperto di questo o quel settore, ogni volta mi rendo conto di aver commesso l’errore di reputare completo, o almeno sufficiente, un percorso di lettura che, a conti fatti, risulta essere solo uno tra i tanti possibili.

Scopri di più

Percorsi

Chiara ValerioOgni incontro è una storia di fantasmi

Non credo sia capitato solo a me – e, a dirla tutta, continui a capitarmi – di guardare una persona che conosco e non capirne i comportamenti, addirittura i movimenti, o, viceversa, di incontrare per caso una persona sconosciuta e pensare di averla già vista, e, parlandoci – quando l’estraneo era accessibile, adesso, causa pandemia, purtroppo lo è assai meno – parlandoci, dicevo, o vendendola muovere, pensare di averla già incontrata. Ma dove? Ecco, questo “dove” che cerchiamo, non credo sia solo un luogo, penso sia anche un tempo.

Scopri di più

Percorsi

Ilaria GaspariTu chiamale, se vuoi, emozioni

Siamo proprio sicuri di dare il giusto peso a quello che proviamo? Qualche volta, via via che cresciamo e scopriamo il mondo, ci può capitare di sentirci disorientati, qualche altra meravigliati; oppure ci viene da piangere senza un motivo, o con un motivo precisissimo che ci fa male confessare; ci sentiamo ogni tanto un po’ esaltati, qualche volta feriti, o sul punto di scoprire qualcosa di noi a cui non sappiamo ancora dare un nome. Il punto è che i libri sono anche una meravigliosa palestra in cui possiamo esercitarci a sentire per interposta persona: innamorarci, arrabbiarci, emozionarci attraverso il tramite dei personaggi, entrando e uscendo dalle loro voci.

Scopri di più

Percorsi

Viola ArdoneSeconda Guerra Mondiale e dintorni

Immagina l’Italia nel 1931, durante il periodo piú cupo della dittatura fascista. Immagina un esule, uno che per difendere le sue idee ha dovuto lasciare la propria patria ma non ha mai smesso di combattere. Come? Con le armi piú potenti: le parole, l’ironia, la denuncia. In Marcia su Roma e dintorni (1931), Emilio Lussu (Armungia 1890 – Roma 1975) racconta la nascita e l’ascesa del fascismo e di Mussolini negli anni compresi tra il 1919 e il 1929, soffermandosi in particolare sull’episodio che ha modificato in maniera indelebile la storia del nostro Paese: la marcia su Roma nell’ottobre del 1922.

Scopri di più

Percorsi

Vera GhenoLa complessità dell’adolescenza: quattro libri per venirne fuori

L’animale piú strano che io abbia mai incontrato è quello che, parafrasando Franco Battiato, mi porto dentro ancora oggi: la me stessa ragazzina. Della mia adolescenza ricordo le ore passate sui libri (ebbene sí: avevo tendenze secchione), il desiderio cocente di superare la sindrome da tappezzeria (l’eccessiva timidezza che mi impediva di fare amicizia con i miei simili nelle situazioni conviviali), i primi immensi, indimenticati amori, la voglia di trasgredire ai lacci e lacciuoli imposti dai miei genitori, che diventavano l’emblema di una «decadente società borghese» (definizione che, oggi posso ammetterlo, per lungo tempo ho usato senza comprenderne esattamente il significato). Infine, ricordo i miei primi incontri con le ingiustizie e la nascita del desiderio per una società piú equa.

Scopri di più

Percorsi

Gaia RayneriLettere, numeri e punti interrogativi. Raccontare l’universo su rettangoli di carta

Gli scienziati, perlomeno alcuni, sono persone simpatiche. Spesso, nei loro libri si trovano appelli alle cosiddette «persone normali» (quelle che nessuno di noi ha mai incontrato: qui è per intendere i non addetti ai lavori). L’idea per la prossima grande scoperta scientifica, dicono, potrebbe venire in mente a chiunque, non importa che professione svolga o quanto abbia studiato. Perciò, è importante che nessuno si perda d’animo, che la scienza torni a essere considerata qualcosa che riguarda tutti (visto che parla dell’universo in cui non solo abitiamo, ma che al tempo stesso siamo), e che manteniamo vivo lo sguardo di meraviglia che serve a farsi le domande giuste. I libri, quelli belli, fanno piú o meno la stessa cosa.

Scopri di più