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Espérance HakuzwimanaTutta intera

Un romanzo d’esordio dalla vivezza rara, palpitante. Uno sguardo sul mondo completamente nuovo e urgente.

Il fiume Sele taglia in due la città, e Sara ogni giorno lo attraversa per andare nella scuola di Basilici. I suoi studenti arrivano da tutte le parti del mondo e la guardano con diffidenza. La chiamano Signorina Bellafonte, perché anche se è nera (come la maggior parte di loro) non è una di loro: è cresciuta di là dal fiume, suo zio è il guardiano del frutteto, e da quelle parti le pesche le chiamano «oro rosa», perché sfamano molte famiglie.

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Percorsi

Gianni SollaVite incredibili

Attraverso le storie abbiamo la possibilità di osservare da punti di vista differenti il territorio che vediamo ogni giorno. La nuova prospettiva nasce dall’angolazione con cui la luce colpisce gli oggetti del quotidiano. Alla fine di ogni romanzo, la nostra toponomastica sentimentale viene riscritta. La magia avviene vivendo le vite dei protagonisti. In realtà è un semplice trucco: fingere di essere qualcun altro. Ma funziona, perché riusciamo a vivere un’esperienza anche senza averla vissuta direttamente.

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978880625147HIG

Aimara GarlaschelliNel nome della madre

Nel 2018 Aimara Garlaschelli ha curato e tradotto La terra desolata di Eliot. Questa importante esperienza si è senz’altro riverberata in questo suo poemetto, che emblematicamente ha lo stesso numero di versi del modello eliotiano (433) e la stessa ambizione di contenere tutto. Nel nome della madre presenta infatti tracce significative delle tragiche cronache dei nostri giorni, ma anche del femminile attraverso il mito.

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978880624477HIG

Silvia RomaniSaffo, la ragazza di Lesbo

Un «viaggio sottopelle» verso la prima e la piú grande poetessa della letteratura occidentale e ciò che di lei non muore.

Saffo è stata una ragazza di Lesbo, una figlia e una madre. Ha diretto cori di giovani coetanee, ha insegnato loro a cantare e a danzare. Forse ha persino sussurrato al riparo delle stanze chiuse i segreti del piacere femminile. Ha educato alla bellezza le signorine bene nella Lesbo della fine del VII secolo a.C. È stata omosessuale, bisessuale, persino un’icona LGBT.

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Insegnante

Giorgio SciannaLe api non vedono il rosso

Franco Casula, Cagliari

Quando la vulcanica collega di Lettere della III J, la prof.ssa Rosanna Lusci, mi ha chiesto se potevo dare il mio contributo «filosofico» in una attività proposta alla classe, il mio primo pensiero è stato: «Un’altra cosa da fare!». Poi mi ha spiegato che si trattava di un libro assegnato nell’ambito del progetto Lo struzzo a scuola che poteva, appunto, avere declinazioni su riflessioni filosofiche. Sapeva di cogliere nel segno, la collega, conoscendo la mia passione per la lettura! Perciò, ho accettato ed ho iniziato la lettura di Le api non vedono il rosso di Giorgio Scianna.

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978880625448HIG

Matteo BussolaIl rosmarino non capisce l’inverno

Un romanzo in cui si intrecciano storie ordinarie ed eccezionali, che ci toccano, ci interrogano, ci commuovono.

Una donna sola che in tarda età scopre l’amore. Una figlia che lotta per riuscire a perdonare sua madre. Una ragazza che invece non vuole figli, perché non sopporterebbe il loro dolore. Una vedova che scrive al marito. Una sedicenne che si innamora della sua amica del cuore. Un’anziana che confida alla badante un terribile segreto.

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Speciale estate 2022

978880625380HIG

Lorenzo MaroneLe madri non dormono mai

Uno struggente romanzo corale, un cantico degli ultimi che si interroga, e ci interroga, su cosa significhi davvero essere liberi o prigionieri.

Diego ha nove anni ed è un animale senza artigli, troppo buono per il quartiere di Napoli in cui è cresciuto. I suoi coetanei lo hanno sempre preso in giro perché ha i piedi piatti, gli occhiali, la pancia. Ma adesso la cosa non ha piú importanza. Sua madre, Miriam, è stata arrestata e mandata assieme a lui in un Icam, un istituto a custodia attenuata per detenute madri.

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978880625279HIG

Cosima Buccoliero, Serena UccelloSenza sbarre. Storia di un carcere aperto

La storia di un modello virtuoso di carcere: un carcere diverso, dove si trova un’umanità che non ti aspetti.

Cosima Buccoliero è stata a lungo vicedirettrice e poi direttrice del carcere di Milano Bollate. Il suo può sembrare un lavoro duro, in cui freddezza e rigore sono i presupposti per avere tutto sotto controllo. Eppure il suo approccio è un altro. Quando ha dichiarato che gli ergastolani nel suo carcere hanno diritto a una camera singola, Buccoliero ha suscitato stupore in chi crede che oltre le sbarre non ci debba essere piú speranza.

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