Consiglio di classe

Classe

Antonella OssorioLa mammana

Liceo scientifico A. Genoino, Cava de’ Tirreni (Salerno)
Classe: V C
Alunno: Fedele Di Nunno
Docente: Erminia d’Auria

La storia straordinaria di Lucina è divisa in tre parti, similmente alle cantiche della Commedia di Dante, in cui la protagonista affronta un percorso di «catarsi» attraverso i pregiudizi del popolo. La mammana rappresenta la forza di volontà e di rivalsa, l’affermazione della propria libertà nella diversità. Stella è l’emblema della vittoria, simbolo dell’intelligenza che supera i limiti fisici imposti dalla vita. Bartolomeo è l’amante di Lucina, fedele alla sua bellezza e alla sua forza d’animo.

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Classe

Marco MarsulloI miei genitori non hanno figli

Liceo scientifico Carlo Cafiero, Barletta
Classe: I A
Docente: Silvia Grima

Il romanzo di Marco Marsullo I miei genitori non hanno figli ritrae l’adolescenza di un ragazzo come tanti che, inseguendo il sogno di diventare un giornalista, convive con il disagio di una famiglia alla deriva, di cui solo lui sembra essere consapevole.

Non c’è rancore nelle parole che il narratore rivolge ai genitori: anzi, sono di una semplicità disarmante e di un’ironia coinvolgente. Il ragazzo rimprovera il padre e la madre delle loro mancanze dimostrando maturità e consapevolezza, qualità che loro stessi non hanno saputo trasmettergli. Rammarichi e amarezze hanno modo di trasparire in una divertente narrazione di una quotidianità imprevedibile, in cui si alternano lo scetticismo e il rassegnarsi di un figlio davanti alle frivolezze e le assurdità dei genitori.

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Classe

Andrea BajaniLa vita non è in ordine alfabetico

Liceo scientifico e musicale G. Marconi, Pesaro
Classe: IV G
Docente: Anna Sanchini

Il libro è una raccolta di quasi quaranta storie: ognuna ruota attorno a una parola, o meglio ancora alla sua iniziale. Il primo giorno di scuola, infatti, davanti a una classe rapita, il maestro rovescia sulla fòrmica della cattedra le tessere su cui sono stampate le lettere dell’alfabeto.

L’insegnante spiega ai bambini che «si hanno ventuno lettere, con le quali dovremo fare tutto» ed ecco allora che da ognuna di queste, prese in ordine alfabetico, ha origine una parola o due, che a loro volta danno vita alle storie che compongono il libro.

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