Charlotte Brontë Jane Eyre
Un romanzo di formazione, velatamente autobiografico, che ha scandalizzato l’Inghilterra vittoriana.
Un romanzo di formazione, velatamente autobiografico, che ha scandalizzato l’Inghilterra vittoriana.
C’è una donna ferma sulla soglia di un convento. Deve entrare, ma ha paura. Oltre quella soglia, lo sa, avverrà la resa dei conti. Perché è lí che si trova sua figlia, un’adolescente scappata di casa dopo l’ennesima lite con lei. Ed è lí che vive la persona che molti anni prima l’ha abbandonata senza una parola, per seguire la propria vocazione.
«Senza saperlo e per sua iniziativa, Psiche fu presa da amore per Amore. Cupida di Cupido, allora, ardendo di piú e di piú, riversa su di lui, ansimando per la passione, con frenesia lo cosparse di baci vasti e voluttuosi, con la sola paura che quel suo sonno non dovesse durare».
C’era una volta un re, con tre figlie bellissime. Una di loro, Psiche, era tanto bella da suscitare addirittura l’invidia di Venere. Per punirla, la dea chiese ad Amore, suo figlio, di farla innamorare dell’ultimo degli ultimi. Ma a innamorarsi di Psiche fu lo stesso Amore, che, dopo averla conquistata, la portò a vivere nel suo meraviglioso palazzo.
«Quando mi consegnarono l’abito da sposa, il tempo minacciava tempesta».
Fuori piove, non smette di piovere, il fiume straripa e corre dappertutto. Mentre i vicini si imbarcano direttamente dal balcone, Agata s’incanta a guardare l’acqua che allaga il pianterreno, lambisce il divano, sommerge la libreria. La casa ora è una nave incagliata dove lei, sua madre e sua nonna mangiano salame al buio, pescano i pomodori dell’orto con il retino, spostano gli oggetti, scoperchiano sorprese. Intanto i regali di nozze navigano indisturbati, e il vestito da sposa volteggia candido al centro della stanza. In questo tempo liquido e sospeso, Agata scopre di non essere l’unica a custodire un segreto.
Nella solitaria e selvaggia brughiera dello Yorkshire si consuma una struggente passione amorosa. I tormentati scontri che esplodono tra gli abitanti di un’agiata dimora a fondo valle e quelli di una fattoria su di un colle ventoso, convergono nella figura del trovatello Heathcliff.
Jay Mendelsohn è stato un padre duro, severo, avverso alla scelta del figlio Daniel di dedicarsi alle lettere classiche e alla filologia. Eppure, a ottantun anni, decide di muoversi da Long Island, dove è sempre vissuto, per andare al Bard college ad ascoltare il seminario che suo figlio tiene sull’Odissea.
Un’ode alla libertà, all’immaginazione, alla diversità. Un romanzo iniziatico tenero e folgorante.
Provenza. Estate del 1965. A Shell piace servire i clienti nella malandata stazione di servizio dei suoi, anche se i viaggiatori che si fermano sono pochi. Da quando ha smesso di andare a scuola non ha molto altro da fare e bambini nei dintorni non ce ne sono. Ma un giorno, dopo che ha quasi appiccato il fuoco alla pompa di benzina, i suoi genitori discutono di metterlo in un istituto per ragazzini come lui. E a Shell non resta che scappare.
«Vederli andare via è la cosa piú difficile, perché: dove andranno. Sono ancora cosí piccoli, e torneranno da dove sono venuti, e dove sono venuti è il motivo per cui stanno qui».
Esiste un’isola nel Mediterraneo dove i ragazzi non scendono mai al mare. Ormeggiata come un vascello, Nisida è un carcere sull’acqua, ed è lí che Elisabetta Maiorano insegna matematica a un gruppo di giovani detenuti. Ha cinquant’anni, vive sola, e ogni giorno una guardia le apre il cancello chiudendo Napoli alle spalle: in quella piccola aula senza sbarre lei prova a imbastire il futuro. Ma in classe un giorno arriva Almarina, allora la luce cambia e illumina un nuovo orizzonte.
Remo e Margherita sono giovani e smarriti, imprigionati entrambi in un corpo inospitale: lui soffre di bulimia, lei è anoressica. Almeno fino a quando non si imbattono l’uno nell’altra. E scoprono che insieme ci si può salvare.
«Non conoscevamo la malattia, ma eravamo la cura».
Da quando suo figlio è scomparso, Karolina è una madre disarmata, fa scorrere i giorni persa nell’attesa. Sistema il letto di Andreas come se lui dovesse rientrare a casa la sera, ma non lo vede da molto tempo, e sa che nel suo computer ruggiscono filmati estremisti che fanno tremare. Khaled è un ragazzino forse siriano, arrivato in Europa con il fratello e la promessa di un lavoro. Ora è rimasto solo e non ha piú niente di cui aver cura, a parte quel trolley rosso che non molla mai. Lí dentro tiene il suo segreto.