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Racconti del pianeta Terraa cura di Niccolò Scaffai

Avvicinarci, immedesimarci: è questo il senso profondo dell’antologia che abbiamo tra le mani. Venti racconti perfetti, limpidi e coraggiosi, per tratteggiare nella sua complessità la narrazione – e il sentimento – della crisi ecologica. Oggi piú che mai ci serve un alfabeto nuovo con cui ripensare il mondo, e il modo scriteriato che abbiamo di abitarlo. 

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Insegnante

Viola ArdoneOliva Denaro

Annamaria Petriccione, Torino

Perché per noi è difficile, Maddalena? Perché abbiamo bisogno di battaglie, di petizioni, di manifestazioni? Di bruciare reggiseni, di mostrare mutande, di implorare di essere credute, di controllare la misura delle gonne, il colore del rossetto, la larghezza dei sorrisi, l’impellenza dei desideri? Che colpa ne ho io se sono nata femmina?

Viola Ardone è un’insegnante come me e come me immagino si ritrovi a parlare spesso tra i banchi di scuola di femminismo, parità di sessi e mascolinità tossica. Tutte parole che per molti dei nostri alunni sembrano difficili da comprendere, senza un fatto da cui partire, un documento, qualcosa su cui riflettere concretamente. Ecco perché credo che Ardone ci abbia fatto un grande regalo, raccontandoci la storia di Oliva Denaro.

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Leonardo CaffoVelocità di fuga

Decifrare il contemporaneo è una delle imprese piú difficili. Ecco sei parole per comprenderlo davvero: Attesa, Semplicità, Ecologia, Isolamento, Anticipazione, Offlife.

A partire da queste sei parole Leonardo Caffo descrive e spiega la contemporaneità. Sei capitoli scritti all’insegna della chiarezza e del concetto di velocità di fuga. In astronomia, questo termine indica la velocità minima che un oggetto deve acquisire per riuscire a sottrarsi all’attrazione gravitazionale di un pianeta: se l’oggetto non riuscirà a raggiungere questo valore, ricadrà sul pianeta.

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Classe

FilelfoL’assemblea degli animali

Liceo Ariosto, Ferrara
Docente: Simona Azzari
Classe: II R

Esercizi di scrittura creativa a partire da L’assemblea degli animali di Filelfo (II parte).

Una vita in gabbia 

Un giorno ero nel pollaio, quando all’improvviso due grosse mani mi presero da terra e mi portarono via, in un posto a me sconosciuto.
Qui si sta malissimo, ci tengono rinchiusi in gabbie appese ai tendoni, ci fanno rimanere nei nostri escrementi e ci danno molto cibo per farci ingrassare. Ogni giorno ho il timore che l’uomo mi scelga, mi metta sul bancone umido e pieno di sangue di altri animali e davanti a tutti mi tagli la testa.

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RivaliA cura di «l’Ultimo Uomo»

Le storie di atleti indimenticabili che, per uno scherzo del destino, si sono ritrovati a contendersi le luci dei riflettori.

Anche lo sport, come la storia, celebra spesso i vincitori, dimenticando non solo gli sconfitti, ma anche quanto la competizione sia necessaria per raggiungere livelli di eccellenza impensabili in solitudine. La rivalità è un tipo di rapporto che può prendere sfumature diverse, ognuna interessante: può essere tossica, quando finisce per avvelenare uno dei due sfidanti, oppure virtuosa, quando porta entrambi i protagonisti a superare i propri limiti.

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Melania G. MazzuccoIl bacio della Medusa

Lo straordinario esordio di Melania Mazzucco, un romanzo sul desiderio e sull’amore che incanta e commuove.

1905. Nel giorno delle sue nozze con il conte Felice Argentero, la giovane Norma Boncompagni, figlia di un professore universitario fiorentino, incontra per la prima volta lo sguardo lontano di Medusa, bambina selvatica e scontrosa. Sono diverse per educazione, ambiente sociale, esperienze. Eppure sono destinate a incrociarsi di nuovo e a lasciarsi travolgere da un amore vitale e scandaloso che sovverte tutte le convenzioni e cambia per sempre le loro esistenze.

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Espérance HakuzwimanaTutta intera

Un romanzo d’esordio dalla vivezza rara, palpitante. Uno sguardo sul mondo completamente nuovo e urgente.

Il fiume Sele taglia in due la città, e Sara ogni giorno lo attraversa per andare nella scuola di Basilici. I suoi studenti arrivano da tutte le parti del mondo e la guardano con diffidenza. La chiamano Signorina Bellafonte, perché anche se è nera (come la maggior parte di loro) non è una di loro: è cresciuta di là dal fiume, suo zio è il guardiano del frutteto, e da quelle parti le pesche le chiamano «oro rosa», perché sfamano molte famiglie.

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