Consigliato dall’insegnante

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Evelina SantangeloDa un altro mondo

Elena Tamborrino (Maglie)

C’è un’immagine che resta impressa nella mente dopo aver letto Da un altro mondo di Evelina Santangelo, ambientato in un futuro prossimo che è già presente: è il trolley rosso che il piccolo Khaled si trascina dietro, mentre attraversa l’Europa – da Bruxelles alla Sicilia – in cerca di un futuro, un trolley rosso che è come il cappottino della bambina di Schindler’s List di Steven Spielberg, il cappottino rosso che attraversa il dramma dei rastrellamenti nazisti in Polonia durante la Seconda Guerra Mondiale.

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Insegnante

Fortunato CerlinoSe vuoi vivere felice

Erminia D’Auria (Cava de’ Tirreni)

Nel suo romanzo d’esordio, Se vuoi vivere felice, Fortunato Cerlino racconta la sua esperienza di bambino che è riuscito a diventare «imprenditore dei suoi sogni», capovolgendo lo stereotipo di un destino fin troppo scontato, che vuole che Pianura, periferia napoletana in cui i bambini bruciano troppo presto la loro infanzia, sia un luogo dove «chi è nato tondo nun può murí quadrato». «Io da grande non farò il contadino… farò l’astronauta». Fortunato bambino, ‘o strologo, come lo chiama il padre, sogna di fare «prima di tutto il cantante, poi l’astronauta, l’attore, lo scrittore», per non tornare a casa «con tutti quei sassi che abbiamo sul tetto e sul cuore».

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Insegnante

Paolo GiordanoDivorare il cielo

Rossana De Perte (Conversano)

Giovedì 21 febbraio quasi trecento studenti del Liceo San Benedetto di Conversano hanno incontrato Paolo Giordano. Il romanzo, ambientato in Puglia, narra la storia di quattro ragazzi, la loro giovinezza e la difficoltà del mondo adulto, descrive i desideri e le utopie, l’amicizia totalizzante e la rivalità, la natura, che sa essere molto ostile.

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Insegnante

Massimo MantelliniBassa risoluzione

Giovanni Antonio Del Vescovo (Barletta)

La nostra società assiste a una sorta di meta-modernità. Riflettiamo sul suo senso, anche nascosto, mentre proliferano definizioni di essa: post-modernità, ipermodernità, post-post-modernità e cosí via. Il saggio Bassa risoluzione di Massimo Mantellini offre una chiave di lettura delle modificazioni che hanno investito il nostro vivere (e anche il senso comune) a partire da circa una ventina di anni.

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Insegnante

Michela MarzanoL’amore che mi resta

Sergio Turrisi (Cefalú)

Michela Marzano nel suo primo romanzo L’amore che mi resta racconta la storia di una madre, Daria, che affronta il suicidio della figlia, una morte che sovverte l’ordine naturale delle cose e sconvolge la sua esistenza.

Quando ho scelto di proporre questo libro ai miei alunni mi sono chiesto come avrebbero accolto una storia cosí dolorosa, quali strumenti avessero studenti di un’età compresa tra i quindici e i diciotto anni per comprendere una sofferenza cosí ineffabile. La scuola deve prevedere un dialogo ragionato sulle questioni piú delicate, sulle afflizioni piú profonde dell’anima, senza operare censure.

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Insegnante

Nadia TerranovaAddio fantasmi

Silvia Vitucci (Roma)

Fare i conti con il fantasma di un’assenza è ancora piú difficile rispetto all’elaborazione di un lutto: «La morte è un punto fermo, mentre la scomparsa è la mancanza di un punto, di qualsiasi segno di interpunzione alla fine delle parole. Chi scompare ridisegna il tempo, e un circolo di ossessioni avvolge chi sopravvive».

La scomparsa a cui è sopravvissuta Ida, la protagonista quarantenne di Addio fantasmi, è quella di suo padre, professore di liceo che, quando lei aveva solo tredici anni, a causa di una profonda depressione ha scelto di scomparire nel nulla («scivolare via», scrive Terranova) senza lasciare tracce.

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Insegnante

Delphine de ViganLe fedeltà invisibili

Silvia Vitucci (Roma)

Specchi infedeli, ovvero Le fedeltà invisibili di Delphine de Vigan

Se, come ci ha insegnato Tolstoj, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo, la sofferenza della famiglia del dodicenne Théo e quella legata al vissuto familiare della sua professoressa di scienze, per certi versi vicine e sovrapponibili, difficilmente potranno parlarsi. Hélène, è questo il nome della professoressa, ha alle spalle un vissuto lacerante di violenze domestiche che la rende particolarmente sensibile al problema dei bambini che subiscono abusi o sopraffazioni da parte del mondo adulto.

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Christian RaimoTutti i banchi sono uguali

Silvia Vitucci (Roma)

Il lucido e documentato saggio di Christian Raimo sull’incapacità della scuola italiana di contrastare disuguaglianze sociali, Tutti i banchi sono uguali. La scuola e l’uguaglianza che non c’èappare una lettura imprescindibile per un insegnante e per chiunque abbia a cuore la riflessione sulla scuola.

Raimo, scrittore e insegnante, esprime le sue considerazioni sulle limitate capacità della scuola italiana di promuovere l’uguaglianza, dimostrando che purtroppo quest’ultima non riesce ancora a dare piena realizzazione al suo mandato costituzionale: l’articolo 3 della Costituzione (è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana) continua a rimanere, almeno in parte, lettera morta, oggi come ai tempi della scuola criticata da don Milani nel 1967.

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