Sally RooneyPersone normali

Annamaria Petriccione (Mantova)

Capita spesso che amiche e colleghe – che stimo parecchio perché anche loro amano la lettura quanto me – mi chiedano consigli sui libri da far leggere ai propri alunni. La scelta è alquanto difficile, ma alla fine qualche titolo riesco sempre a buttarlo giú e anche a portare a casa qualche vittoria. Credo di aver letto da pochissimo un romanzo che non vedo l’ora di consigliare ai miei alunni e a quelli degli altri: Persone normali di Sally Rooney.

Dimenticate la parola capolavoro, i paragoni a Heathcliff di Cime tempestose e a Marianne di Ragione e sentimento, e fiondatevi nella lettura di questo romanzo senza alcuna aspettativa o pregiudizio. Lo divorerete, parola mia. Sembra un controsenso lo so, ma non lo è. Ho apprezzato tantissimo questa seconda opera della Rooney – mia coetanea tra l’altro – perché parla ai ragazzi, con il linguaggio dei ragazzi, attraverso dei ragazzi. 

I temi di bullismo, depressione e violenza sono affrontati con uno stile semplice – quasi da young adult mi azzarderei a dire, e neanche questa è una critica -, ma tramite dialoghi e storie dall’impatto emotivo molto forte che è impossibile possano lasciare indifferente il lettore. E alla fine ci si chiede: ma esistono le persone normali? Come si fa a definirsi tali?

Marianne e Connell probabilmente non lo sono, ma una cosa è certa: entrambi sono speciali l’uno per l’altra. E cosa te ne fai della normalità se trovi una persona che ti ama esattamente per quella che sei? Nulla, proprio nulla. 

Annamaria Petriccione insegna all’Istituto professionale Bonomi Mazzolari di Mantova.