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Andrea MarcolongoSpostare la luna dall’orbita

L’ultima settimana di maggio, in un negozio di Parigi specializzato in articoli da montagna, Andrea Marcolongo ha comprato un letto da campo, un sacco a pelo e una torcia. La sera successiva ha aperto il letto da campo e steso il sacco a pelo non in cima alla vetta di una montagna, ma nella sala deserta di uno dei piú importanti musei del mondo. La luce della torcia si è allora mescolata a quella della luna correndo sui marmi della sala, scolpiti da Fidia nel secolo glorioso di Pericle, sulle presenze e soprattutto sulle assenze.

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Gianni SollaIl ladro di quaderni

Tora e Piccilli (a nord di Caserta), settembre 1942. Davide trascorre le giornate, a volte anche la notte, coi maiali ai quali fa la guardia: li conosce cosí bene da chiamarli per nome. Zoppica dalla nascita, e per questo è deriso dai coetanei e maltrattato dal padre. Solo Teresa, che lavora nella corderia di famiglia e passa tutto il tempo libero a leggere, ha il coraggio di prendere le sue difese. Davide non riesce a immaginare altra vita che quella a Tora. Teresa invece non fa che ripetere che un giorno se ne andrà lontano, e Davide sa che dice la verità.

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Classe

Paolo MalagutiIl Moro della cima

ITE Fermi, Santo Stefano di Cadore (BL)
Classe: V A
Docente: Alessandra Tacus

Esercizio di scrittura creativa a partire dalla lettura de Il Moro della cima di Paolo Malaguti

Nel ventre della montagna

Il Moro iniziò a calarsi nella cavità della montagna in un silenzio tanto intimo e spirituale quanto l’atmosfera che lo circondava; l’oscurità assoluta gli rese necessario affidarsi ai confusi e roboanti rumori prodotti dall’eco, nonché ai pochi indizi offerti dal contatto gelido e inaspettato con le pareti rocciose.

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Classe

Louise PennyUna specie di follia

Liceo scientifico Leonardo da Vinci, Salerno
Classe: IV B
Docente: Daniela Giacomarro

Una specie di follia è un thriller con una buona dose di mistery, caratterizzato da tante storie che si intersecano tra loro rispetto alla struttura principale: l’omicidio di Deborah Schneider. Lo scenario è quello delle vacanze di Natale a Three Pines, un piccolo villaggio nel Quebec, in Canada, dove ci si dedica a sciare, bere cioccolata calda nei Bistrot e i bambini a divertirsi con gli slittini, le palle di neve o a pattinare sul ghiaccio.

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Insegnante

Benedetta TobagiUna stella incoronata di buio

Roberto Monicchia, Vicenza

Ogni volta che una qualche occasione ci riporta alla memoria il terrore seminato dalla cosiddetta strategia della tensione, è difficile non lasciarsi sopraffare dalla rabbia: pesa come un macigno il senso di una stagione di trasformazione e protagonismo di massa fermata attraverso una violenza brutale, promossa e permessa (ogni sentenza, anche di assoluzione, lo conferma con copiosi riscontri documentari) da apparati di potere – interno e internazionale – che nulla hanno pagato in termini giudiziari o politici per quella infame stagione.

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Eleonora MazzoniIl cuore è un guazzabuglio

 Il Manzoni, sempre chiamato con l’articolo a precedere il cognome, che immaginiamo da studenti è un uomo perennemente di mezz’età, dallo sguardo grave e un po’ assente, simile a quello ritratto da Francesco Hayez in uno dei suoi dipinti piú celebri. Un uomo che difficilmente riesce a ispirare simpatia, cosí come difficilmente può ispirarla il suo capolavoro, I promessi sposi, che da adolescenti svogliati sorbiamo come una medicina amara da ingerire perché «fa bene». 

Ma, leggendo con attenzione le milleottocento lettere che ci ha lasciato e le testimonianze di familiari e amici, Manzoni risulta molto diverso da cosí.

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Paolo MalagutiPiero fa la Merica

Piero dei Gevori ha quindici anni e vive ai margini del bosco del Montello, l’antica riserva di legna della Serenissima. In famiglia sono tanti, hanno una casa che sta in piedi per miracolo, mangiano poco e non possiedono nulla. Come se non bastasse, la cattiva sorte si accanisce su di loro. Da qualche tempo, giú al paese, si dice che alla Merica regalino la terra a chi ha voglia di lavorare. Dopo l’ennesima ingiustizia, per i Gevori mettersi in viaggio in cerca di fortuna è l’unica salvezza. 

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