Consiglio di classe

Classe

Chiara ValerioStoria umana della matematica

Liceo scientifico E. Fermi, Bari
Classe: III L
Docente: Agnese Gianeselli

Chiara Valerio, una donna esuberante, una personalità carismatica: impossibile annoiarsi. Flusso di concetti, parole che si rincorrono e che si incastrano le une con le altre, treno ad alta velocità che si ferma quando necessario, fa scendere i passeggeri, ne fa salire altri, persino gli stessi appena scesi, affascinati dal desiderio di continuare il viaggio. Fiume che scorre e ti trasporta con l’energia della sua corrente: se ti distrai è perché ti senti coinvolto, ci stai dentro tanto che non puoi trattenerti dal dirlo al vicino di sedia.

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Classe

Simone GiorgiL’ultima famiglia felice

Liceo Statale Moscati, Grottaglie (Taranto)
Classe: III B
Docente: Daniela Annicchiarico

Da un’attenta lettura del romanzo L’ultima famiglia felice di Simone Giorgi emerge la rappresentazione molto realistica della definitiva disgregazione dell’istituzione famigliare, sempre meno credibile nell’essere rappresentata come nido in cui covare gli affetti. La verità è che non si vive nel futuro solo attraverso i ricordi del passato; «non è che il passato alla fine, sono quattro ricordi in croce?»

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Classe

Leonardo CaffoLa vita di ogni giorno

Liceo San Benedetto, Conversano (BA)
Classe: V C s.u.
Docente: Pasqualina Bonifacio

Quest’anno, nell’ambito del «Progetto lettura» realizzato con la casa editrice Einaudi, abbiamo avuto il piacere di leggere il libro di Leonardo Caffo, La vita di ogni giorno. Non è un manuale di filosofia, ma – come ci dice lo stesso autore – è un libro di «alternativa filosofia». Un libro accessibile a tutti, che si presta all’interpretazione di giovani e adulti, un libro che non fornisce risposte predefinite, ma crea spiragli di luce su azioni e stati d’animo della vita quotidiana: lo smarrimento di un motociclista caduto, la perplessità suscitata dall’arte contemporanea, la preoccupazione per il proprio futuro, la prigionia e la libertà del parlare e del comprendere gli altri, lo stupore suscitato dall’amore.

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Classe

Primo LeviLa tregua

IISS Cezzi De Castro-Moro, Maglie (LE)
Classe: 3 A CAT
Docente: Elena Tamborrino

«Giunsi a Torino il 19 di ottobre, dopo trentacinque giorni di viaggio: la casa era in piedi, tutti i familiari vivi, nessuno mi aspettava».

Bastano queste poche parole per riconoscere il senso del viaggio maledetto di Primo Levi, all’epoca giovane chimico torinese di famiglia ebraica, iniziato in Se questo è un uomo dove si narra della deportazione e della prigionia ad Auschwitz, e terminato con il racconto di un ritorno a casa, ne La tregua, scritto tra il 1961 e il 1962 e pubblicato da Einaudi la prima volta nel 1963, ben diciotto anni dopo le terribili esperienze vissute dall’autore.

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Classe

Elvira SeminaraAtlante degli abiti smessi

Liceo scientifico – linguistico Archimede, Acireale (CT)
Classe: II B/L, II D/L, III A
Docente: Elisabetta Granieri Galilei

Tra le pagine di Atlante degli abiti smessi è narrata una storia particolare: la storia del legame sdrucito, «come un lenzuolo che ha subito troppi lavaggi, vestito troppi letti», tra la protagonista Eleonora, la quale si trasferisce a Parigi dopo la morte dell’ex marito, e la figlia Corinne, che, nonostante venga raggiunta dalle cartoline della madre con puntualità, non le risponde.

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Classe

Ian McEwanEspiazione

Liceo Classico Marconi, Conegliano (TV)
Classe: IB
Docente: Francesco Targhetta

Una ragazzina, una storia d’amore, un grande fraintendimento, un’espiazione.

Il tutto ha inizio in Inghilterra, a villa Tallis, in una calda giornata del 1935. Sarebbe dovuta essere una semplice riunione di famiglia, eppure c’è qualcosa che a Briony non quadra: cosa lega sua sorella Cecilia a Robbie Turner, il figlio della donna di servizio? Briony, approfittando della presenza dei cugini del nord, allestisce uno spettacolo in onore dell’arrivo del fratello Leon e del noto industriale del cioccolato Paul Marshall. È una lettera, poi, la scintilla che accende quella sera d’estate, cambiando per sempre la vita dei protagonisti. Durante la cena i rapporti tra i personaggi si fanno sempre più tesi, finché la fuga dei due cugini fa saltare gli equilibri, dando a Briony il pretesto per compromettere due vite, oltre alla sua. Nel frattempo la guerra si insinua nell’esistenza dei personaggi, facendo sembrare insignificanti i problemi di casa Tallis. Cosa resta a Briony, se non un’espiazione?

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Classe

Giorgio SciannaQualcosa c’inventeremo

Liceo scientifico G. Marconi (Pesaro)
Classe: I G
Docente: Francesca Gasperini

Qualcosa c’inventeremo narra le vicende di due fratelli orfani, Mirko e Tommaso. I due ragazzi dovranno sopravvivere alle insidie della metropoli milanese incontrando ostacoli che cercheranno di superare con le proprie forze, rifiutando l’aiuto degli adulti che li circondano. Mirko, mentre svolgerà le normali attività da adolescente come giocare a basket, uscire e viaggiare con gli amici, si imbatterà nell’illegalità, e in piú dovrà occuparsi del fratellino Tommaso. Tutte le sue scelte saranno sempre messe in discussione dagli adulti, in particolare dallo zio Eugenio, che secondo Mirko rappresenta «il tutore severo».

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Classe

Antonella OssorioLa mammana

Liceo scientifico A. Genoino, Cava de’ Tirreni (Salerno)
Classe: V C
Alunno: Fedele Di Nunno
Docente: Erminia d’Auria

La storia straordinaria di Lucina è divisa in tre parti, similmente alle cantiche della Commedia di Dante, in cui la protagonista affronta un percorso di «catarsi» attraverso i pregiudizi del popolo. La mammana rappresenta la forza di volontà e di rivalsa, l’affermazione della propria libertà nella diversità. Stella è l’emblema della vittoria, simbolo dell’intelligenza che supera i limiti fisici imposti dalla vita. Bartolomeo è l’amante di Lucina, fedele alla sua bellezza e alla sua forza d’animo.

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Classe

Marco MarsulloI miei genitori non hanno figli

Liceo scientifico Carlo Cafiero, Barletta
Classe: I A
Docente: Silvia Grima

Il romanzo di Marco Marsullo I miei genitori non hanno figli ritrae l’adolescenza di un ragazzo come tanti che, inseguendo il sogno di diventare un giornalista, convive con il disagio di una famiglia alla deriva, di cui solo lui sembra essere consapevole.

Non c’è rancore nelle parole che il narratore rivolge ai genitori: anzi, sono di una semplicità disarmante e di un’ironia coinvolgente. Il ragazzo rimprovera il padre e la madre delle loro mancanze dimostrando maturità e consapevolezza, qualità che loro stessi non hanno saputo trasmettergli. Rammarichi e amarezze hanno modo di trasparire in una divertente narrazione di una quotidianità imprevedibile, in cui si alternano lo scetticismo e il rassegnarsi di un figlio davanti alle frivolezze e le assurdità dei genitori.

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Classe

Andrea BajaniLa vita non è in ordine alfabetico

Liceo scientifico e musicale G. Marconi, Pesaro
Classe: IV G
Docente: Anna Sanchini

Il libro è una raccolta di quasi quaranta storie: ognuna ruota attorno a una parola, o meglio ancora alla sua iniziale. Il primo giorno di scuola, infatti, davanti a una classe rapita, il maestro rovescia sulla fòrmica della cattedra le tessere su cui sono stampate le lettere dell’alfabeto.

L’insegnante spiega ai bambini che «si hanno ventuno lettere, con le quali dovremo fare tutto» ed ecco allora che da ognuna di queste, prese in ordine alfabetico, ha origine una parola o due, che a loro volta danno vita alle storie che compongono il libro.

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