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Giulio GuidorizziUlisse

Dopo il grande successo di Io, Agamennone Guidorizzi ci racconta Ulisse in modo altrettanto inedito e sorprendente, dando voce a chi si è sacrificato per lui in nome dell’amore.

Di Ulisse pensiamo di sapere tutto. È l’astuto guerriero che ha trovato il modo per espugnare Troia. È il condottiero senza paura che ha affrontato tempeste, ciclopi, canti di sirene e perfide maghe. È l’avventuroso sovrano di Itaca che ha vagato anni per mare, perseguitato da Poseidone, prima di poter giungere finalmente a casa. Ma il mito, come la storia, ha sempre un altro lato. 

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Paolo MaurensigIl diavolo nel cassetto

«Il diavolo non sopporta che si rida di lui, questo era il suo punto debole. Di sicuro si sarebbe vendicato».

Dichtersruhe è un paesino svizzero incastonato tra le montagne, che deve la sua fortuna a un breve soggiorno di Goethe in una delle locande della zona. D’altronde la letteratura qua è una cosa molto seria: tutti e mille gli abitanti sono accomunati dalla passione smodata per la scrittura. Dal prete anzianissimo che redige le sue memorie alla ragazzina un po’ sciocca autrice di filastrocche, passando per il fabbro e il borgomastro, tutti si sentono scrittori e ambiscono alla gloria letteraria

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Massimo MantelliniBassa risoluzione

Entro in camera di mia figlia. Sulla sua scrivania l’attrezzatura tecnologica per ascoltare la musica è molto semplice. Un vecchio Mac mini di dieci anni fa, una connessione a internet, Youtube e un paio di casse in plastica da otto euro. Alla domanda: «Francesca, ma come suona la musica qui nella tua stanza?» la risposta è: «Benissimo».

Davvero il nuovo è sinonimo di migliore? L’uso sempre piú frequente di internet e delle tecnologie ha modificato in modo radicale il nostro rapporto con la realtà, con le informazioni, con le relazioni sociali.

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Classe

Piergiorgio PaterliniBambinate

Liceo Mancini, Avellino
Classe: IV L

Bambinate è chiaramente un libro con un obiettivo ben preciso, che scavalca l’intrattenimento fine a se stesso: è una denuncia, un manifesto contro ciò che si potrebbe definire bullismo, ma che in realtà non è facile da definire con una parola. Il romanzo è breve ma dal forte impatto emotivo, e riesce a toccare le corde giuste e ad attivare la mente.

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Cesare PaveseLa luna e i falò

All’indomani della Liberazione, dopo molti anni passati in America, Anguilla fa ritorno al paese delle Langhe in cui è cresciuto. Eppure, a Santo Stefano Belbo tutto sembra essere rimasto uguale, immobile: «stessi rumori, stesso vino, stesse facce di una volta. I ragazzetti che correvano tra le gambe alla gente erano quelli; i fazzolettoni, le coppie di buoi, il profumo, il sudore, le calze delle donne sulle gambe scure, erano quelli. E le allegrie, le tragedie, le promesse in riva a Belbo». Anche Nuto, l’amico di sempre, è ancora là. E con lui Anguilla decide di ripercorrere i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza alla ricerca delle proprie radici.

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Insegnante

Delphine de ViganLe fedeltà invisibili

Silvia Vitucci (Roma)

Specchi infedeli, ovvero Le fedeltà invisibili di Delphine de Vigan

Se, come ci ha insegnato Tolstoj, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo, la sofferenza della famiglia del dodicenne Théo e quella legata al vissuto familiare della sua professoressa di scienze, per certi versi vicine e sovrapponibili, difficilmente potranno parlarsi. Hélène, è questo il nome della professoressa, ha alle spalle un vissuto lacerante di violenze domestiche che la rende particolarmente sensibile al problema dei bambini che subiscono abusi o sopraffazioni da parte del mondo adulto.

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Mario Rigoni SternIl bosco degli urogalli

Storie di cacciatori, di animali selvatici, di cani, di montagne in cui si respira l’anima degli spazi aperti e di paesaggi impervi solo sfiorati dalla presenza umana. Questo è Il bosco degli urogalli: una serie di racconti pubblicati dapprima in varie riviste e poi raccolti in un’antologia per volere di Italo Calvino, riproposti in quest’edizione con una nuova prefazione di Paolo Cognetti.

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Classe

Giorgio SciannaLa regola dei pesci

Liceo Nomentano, Roma
Classi: I I, II M, II A, III L, III A, III F, IV E
Docente: Mariucci, Vitucci, Monaco, Piazzo, Visci, Indovina

La regola dei pesci di Giorgio Scianna: un libro scritto per cercare di capire gli adolescenti, che al giorno d’oggi sembrano raccontati poco e male

La regola dei pesci prende le mosse da un fenomeno attuale, quello della fascinazione subita da una certa parte di giovani occidentali nei confronti di una causa violenta e sanguinaria, quella dell’ISIS; questo fenomeno non può non interpellarci profondamente, facendoci interrogare, come ha fatto Scianna, sulle cause da cui scaturisce tale interesse. Non credo che lo scrittore avesse intenzione di approfondire il fenomeno dei foreign fighters in sé: nel romanzo l’attenzione non si concentra infatti sulla realtà che questi ragazzi vogliono raggiungere, quanto piuttosto su ciò da cui fuggono.

Fuggono dal nostro paese, che si è trasformato in un luogo in cui è difficile per un giovane pensare il proprio futuro.

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Classe

Giulio GuidorizziIo, Agamennone

Liceo Ludovico Ariosto, Ferrara
Classe: I G
Docente: Micaela Rinaldi

Riscritture del finale di Io, Agamennone

Era una sera magnifica. Il cielo immenso era cosparso di stelle lucenti. Soffiava un vento leggero e l’aria trasportava le anime buie e spente di tutti coloro che erano caduti in battaglia.

Era un giorno qualunque, ma la morte di mia figlia lo rendeva il giorno peggiore della mia vita. Da poco io e il possente Agamennone ci eravamo legati in matrimonio; la cerimonia si era svolta nel maestoso tempio di Apollo. Era presente tutta Micene, fuorché Clitemnestra la vendicatrice, la quale, anni or sono, risiedeva al palazzo reale a fianco di mio marito.

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Luca MastrantonioEmulazioni pericolose

Noi siamo fatti della stessa sostanza delle storie che ci appassionano. Mescolando finzione e realtà, fantasia e cronaca, esse stimolano desideri materiali, spirituali, vocazioni professionali, pulsioni sessuali, criminali. Suscitano emozioni, modificano la morale, facilitano azioni che la mente ha vissuto riproducendole come un simulatore. Quando nel 1774 Goethe scrisse I dolori del giovane Werther, gli uomini iniziarono a vestirsi con giacca blu, pantaloni gialli e stivali, e le donne iniziarono a comprare il profumo «Eau de Werther». Ma soprattutto, ci fu un’ondata spaventosa di suicidi di giovani innamorati.

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