Archivio Mensile: marzo 2019

978880624090HIG

Francesca MannocchiIo Khaled vendo uomini e sono innocente

«Ci chiamano mercanti della morte, immigrazione clandestina, la chiamano. Io sono la sola cosa legale di questo Paese. Prendo ciò che è mio, pago a tutti la loro parte. E anche il mare, anche il mare si tiene una parte della mia mercanzia. Mi chiamo Khaled, il mio nome significa immortale. Mi chiamo Khaled e sono un trafficante».

Khaled è libico, ha poco piú di trent’anni, ha partecipato alla rivoluzione per deporre Gheddafi, ma la rivoluzione lo ha tradito. Cosí lui, che voleva fare l’ingegnere e costruire uno Stato nuovo, è diventato invece un anello della catena che gestisce il traffico di persone.

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Insegnante

Massimo MantelliniBassa risoluzione

Giovanni Antonio Del Vescovo (Barletta)

La nostra società assiste a una sorta di meta-modernità. Riflettiamo sul suo senso, anche nascosto, mentre proliferano definizioni di essa: post-modernità, ipermodernità, post-post-modernità e cosí via. Il saggio Bassa risoluzione di Massimo Mantellini offre una chiave di lettura delle modificazioni che hanno investito il nostro vivere (e anche il senso comune) a partire da circa una ventina di anni.

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978880620291GRA

Hamid ZiaratiSalam, maman

Le vicende di una famiglia iraniana prima e dopo la Rivoluzione, attraverso gli occhi allegri di un bambino.

Nella Teheran di Reza Pahlavi, tra posti di blocco, polizia segreta e roghi di libri proibiti, Alí cerca prima di tutto di capire i fatti fondamentali della vita. Come nascono i bambini? In quale istante esattamente inizia la primavera? E perché Mina è muta? E perché i cugini non si possono sposare tra loro? Per ognuna di queste domande che spesso si perdono nell’allegro caos famigliare, Alí elabora risposte tanto strampalate quanto geniali.

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978880624003HIG

Alice CappagliNiente caffè per Spinoza

«Un libro di per sé non è nulla se non trova qualcuno che lo fa vivere nella lettura».

Quando all’ufficio di collocamento le propongono di fare da cameriera e lettrice a un vecchio professore di filosofia che ha perso la vista, Maria Vittoria accetta senza pensarci due volte. Il suo matrimonio sta in piedi «come una capannuccia fatta con gli stuzzicadenti» e tutto, intorno a lei, sembra suggerirle di essere arrivata al capolinea. Il Professore la accoglie nella sua casa piena di vento e di luce e basta poco perché tra i due nasca un rapporto vero, a tratti comico e mordace, a tratti tenero e affettuoso, complice.

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Wu MingL’Armata dei Sonnambuli

Liceo Vittorio Emanuele II, Lanciano
Classe: II B
Docente: Antonella Festa

A cosa è dovuta la scelta di scrivere un romanzo utilizzando un patrimonio di leggende popolari nate intorno alla Rivoluzione francese e di cui sono rimaste poche tracce documentali?

A dire il vero, quelle che nel Quinto Atto del romanzo vengono presentate come leggende popolari sono nostre invenzioni. Quella parte del romanzo è scritta con la tecnica del mockumentary, cioè del «finto documentario», dove le fonti reali e quelle fittizie si fondono in un’amalgama indistinguibile. Come del resto accade, in altra forma, in tutto il libro. Bisogna tener conto che il Quinto Atto non è un apparato di note a pie’ di pagina che sta fuori dalla finzione romanzesca. Se avessimo voluto un apparato del genere, l’avremmo collocato fuori dalla storia che raccontiamo, in un’appendice, dopo la parola «fine». Invece abbiamo scelto di giocare con il lettore e di presentare i nostri personaggi come se avessero una vita indipendente dalla finzione narrativa (senza però farli uscire davvero da quella finzione). Tutti e quattro i protagonisti dell’Armata sono frutto d’invenzione, non esistono documenti su di loro, anche se ne esistono su individui come loro, e dunque hanno un certo livello di verosimiglianza. Una popolana, un’artista in cerca di fortuna, un medico della borghesia giacobina e un aristocratico. Ci sembravano le quattro angolature piú adatte a raccontare la Rivoluzione francese, ma volevamo che avessero alcune caratteristiche impossibili da trovare nei documenti: cosí ce li siamo costruiti.

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978880624177HIG

Marco BalzanoLe parole sono importanti

Quando ci raccontano l’etimologia di una parola proviamo spesso una sensazione di meraviglia, perché riconosciamo qualcosa che non sapevamo di sapere, un universo di elementi che era sotto i nostri occhi ma che non avevamo mai notato. Allora come è possibile che l’etimologia, cosí carica di fascino, non riceva, neanche a scuola o all’università, la considerazione che merita?

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