Tomaso MontanariLa seconda ora d’arte

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Un viaggio alla scoperta di cento opere fondamentali, per imparare attraverso la bellezza a essere persone piú umane e cittadini piú consapevoli.

Oggi in Italia tutti hanno una ricetta in tasca per avvicinare gli italiani all’arte. Si tratta spesso di ricette a base di usurate pratiche di marketing, che dovrebbero far digerire Botticelli a cittadini considerati soltanto orde di consumatori inconsapevoli e irredimibili. Il risultato è desolante: ammesso (e per nulla concesso) che questa spintissima mercificazione serva a vendere qualche biglietto in piú, è certo che non alimenta in alcun modo il nostro dialogo con l’arte. E se invece la ricetta fosse molto piú semplice e rispettosa dell’intelligenza di ognuno di noi?

Montanari traccia in queste pagine agili e appassionanti una possibile via per un’educazione artistica che sia anche educazione sentimentale e civica. E ci accompagna tra le strade del bello, dove alto e basso si mescolano, dove contemporaneo e classico sono parte di un unico grande discorso, che parte dalle mani impresse sulla roccia in una caverna e arriva a Banksy, passando per Raffaello, Monet, Pellizza da Volpedo e Rothko.

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Ma tra una storia dell’arte ostaggio degli addetti ai lavori e la sua trasformazione in uno spot per consumatori esiste la via di una vera formazione di massa alla conoscenza dell’arte. È una partita che si vince a scuola: a scuola, a scuola e ancora a scuola. E poi, sí, anche alla radio, in televisione, a teatro, al cinema e sui social: ma siamo in pochissimi a giocarla ogni giorno. E la scorciatoia della mercificazione di massa è solo un lavacro per la cattiva coscienza collettiva e, in ultima analisi, un boomerang. Da anni dedico ogni forza a far entrare la storia dell’arte nella vita di chi fa tutt’altro. Conosco la luce che si accende in fondo agli occhi dei ragazzi di una scuola di periferia quando stai con loro un giorno intero a parlare di Caravaggio: ci vogliono umiltà, cura e fatica, e la convinzione profonda che tutti, ma proprio tutti, siamo fatti per amare l’arte.

«Un poema umanissimo e universale, dove l’arte rinnova il suo compito: scuotere le coscienza ed educare alla bellezza» (Chiara Gatti, «il venerdí – la Repubblica»).

Sulla pagina Facebook di IBS.it, l’intervista a Tomaso Montanari: