Gianluca PassarelliLa roccia di Ventotene

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Una roccia nel cuore del Mediterraneo. Da confine geografico e millenario luogo di confino politico per oppositori e dissidenti, Ventotene è divenuta simbolo di libertà, progresso, pace. In quei posti battuti dal vento incessante fu redatto nel 1941, durante l’ignominia dei regimi fascisti, il Manifesto di Ventotene, seme della futura Europa unita. Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi – con la collaborazione di Eugenio Colorni – scrissero un testo fondamentale che ha ispirato anche i padri costituenti della Repubblica italiana, alcuni dei quali furono prigionieri del fascismo sull’isola pontina. Ursula Hirschmann e Ada Rossi lo trasportarono sul «continente» e lo diffusero, rendendolo un riferimento per i molti resistenti al giogo nazifascista. Ventotene – «capitale morale d’Europa» – è oggi sinonimo di Unione europea, ma i tratti salienti di quel testo cosí visionario si riscontrano anche a Roma, nella Costituzione, oltre che a Bruxelles.

Questo libro ripercorre le vicende, le idee, le storie di uomini e donne che guardarono oltre il confino e i confini e seppero immaginare una società giusta «per un’Europa libera e unita».

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«Il libro è quanto mai attuale e ha il merito di raccontare l’eccezionalità dell’epopea politica degli uomini di Ventotene» (Olivio Romanini, «Corriere della Sera»).

«Ecco qual era allora la peculiarità “del mondo diverso immaginato a quei tempi”, per citare Passarelli: l’essere sconfinato, con lo sguardo rivolto alla vastità di ciò che ancora non esiste» (Benedetta Barone, «il manifesto»).

«Un volumetto agile e prezioso in cui Gianluca Passarelli ricostruisce con perizia filologica e saggezza storica la parabola di quelle pagine scritte clandestinamente da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni» (Gianni Cuperlo, «Domani»).

«Passarelli ricostruisce quella storia di confino, pensiero politico e resistenza civile di uomini e donne che trasformarono un’isola di prigionia in un laboratorio di futuro»: su «Left» l’intervista all’autore.