Domenico StarnoneVita mortale e immortale della bambina di Milano

Liceo scientifico Leonardo da Vinci, Salerno
Classe: IV B
Docente: Daniela Giacomarro

Vita mortale e immortale della bambina di Milano di Domenico Starnone è un libro che si fonda sul dualismo amore e morte, principi a cui si ispira Dante nella Vita Nova, in cui racconta l’incontro con Beatrice, suo primo amore, e il dolore che prova con la sua scomparsa: questo è paragonabile a ciò che ha vissuto nella sua infanzia Mimí, protagonista del romanzo che, come Dante, immagina la sua donna come un angelo piú che come una figura terrena. Dopo la morte di Beatrice Dante pensava di potersi dedicare a un nuovo amore, ma non ci riuscí, allo stesso modo anche Mimí ama un’altra donna, però questo sentimento non è capace di colmare il suo vuoto interiore.

Un altro riferimento letterario presente nel testo è quello relativo al mito di Orfeo, che, preda del suo amore verso Euridice, prende una decisione drastica, incurante del destino: scendere negli Inferi. È una storia d’amore straziante questa, che incuriosisce fin da subito il protagonista, Mimí, il quale arriva persino a paragonarsi al poeta latino.

Questi accenni a poeti e storie lontane da noi sono importanti, poiché ci fanno comprendere il vero senso della Vita Immortale, definita cosí perché, anche se è terminata, rimarrà sempre viva nei nostri ricordi; infatti la dolce bambina di Milano dai capelli neri rimarrà sempre nel cuore del protagonista e nei suoi piú preziosi ricordi.

Una figura molto importante per il suo percorso di crescita è la nonna, Anna Di Lorenzo, una donna umile rimasta vedova all’età di 24 anni, che inconsciamente è l’unica fonte certa di incoraggiamento per l’aspirazione di Mimí nel diventare poeta, nonché l’artefice e complice della sua capacità di sognare ad occhi aperti.

Federica