Anne FrankDiario

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«Riuscirò mai a scrivere qualcosa di grande, sarò mai una giornalista e scrittrice? Lo spero, oh, lo spero tanto, perché scrivendo riesco a fissare tutto sulla carta, i pensieri, gli ideali e le fantasie» (5 aprile 1944).

Quando Anne inizia il suo diario, nel giugno del 1942, ha appena compiuto tredici anni. Poche pagine, e all’immagine della scuola, dei compagni e di amori piú o meno ideali, si sostituisce la storia della lunga clandestinità vissuta inseme ad altri sette ebrei nell’Alloggio segreto di Prinsengracht 263, Amsterdam. Obbedendo a una sicura vocazione di scrittrice, Anne ha voluto e saputo lasciare testimonianza di sé, dell’esperienza degli altri clandestini e dell’assurdità e ferocia del nazismo.

La prima edizione del Diario subí tuttavia non pochi tagli, ritocchi, variazioni. Il testo definitivo, restituito alla sua integrità originale e approvato dall’Anne Frank Fonds, ci consegna l’immagine di una ragazza vera, ironica, passionale, irriverente, animata da un’allegra voglia di vivere.

Leggi un estratto.

«Uno dei dieci libri piú letti al mondo» (Unesco).

«A mio giudizio, questo Diario apparentemente insignificante di una bambina incarna tutte le atrocità del fascismo, piú di tutti gli atti dei processi di Norimberga messi insieme» (Jan Romein).

Il Diario di Anne Frank è stato inserito nel Registro della Memoria del Mondo, creato nel 1997 dall’Unesco per raccogliere e proteggere dall’oblio i documenti di interesse universale.

La storia del Diario.

circa 1942: Still life of Anne Frank's red plaid diary, her first journal, in which she wrote from 1942 to 1944. (Photo by Anne Frank Fonds - Basel via Getty Images)

«Alcuni di noi hanno letto il Diario di Anne Frank a Robben Island e ne hanno tratto un grande incoraggiamento. Ci ha dato forza e ha rinvigorito la nostra fede nella causa invincibile della libertà e della giustizia» (Nelson Mandela):

La coppia Hackett-Goodrich lavora alla riduzione teatrale del Diario, messa in scena il 5 ottobre 1955 a New York.

Toneelstuk

«Niente è più bello di uno spettacolo teatrale perfettamente riuscito, e raramente si ha l’occasione di assistervi […] Mai prima di questa première ho capito tanto chiaramente quanto l’arte dipenda dalla realtà» (Max Tak).

Nel 1958 dallo spettacolo teatrale George Stevens trae un film, vincitore di tre Premi Oscar.

Daria Deflorian legge il Diario di Anne Frank su Radio3.