Mauro BonazziCreature di un sol giorno

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Chi siamo veramente? E qual è il nostro posto in questo universo immenso che ci circonda? Le prime risposte a queste domande arrivano dal pensiero greco. E ancora oggi possono aiutarci a dare un senso alle nostre vite.

Un tempo molto lontano gli esseri umani erano diversi. Avevano quattro gambe, quattro braccia e due volti che permettevano di vedere ovunque. Simili a sfere si muovevano rotolando velocissimi. Erano lisci e levigati, felici e potenti. A causa della loro superbia però furono puniti dagli dèi. E da quel momento non si sono mai piú sentiti completi. Hanno iniziato a soffrire e a temere la morte. La storia del pensiero è la storia dei tentativi di porre un rimedio a questa incompletezza, per tornare a essere felici. Di questo, e di nient’altro, hanno parlato i piú grandi scrittori greci, fossero poeti come Omero o filosofi come Platone e Aristotele.

Mauro Bonazzi ci accompagna nel labirinto di risposte che gli antichi hanno cercato di dare alla domanda piú annosa di tutte: dove si nasconde il senso delle nostre esistenze? Cercare di comprenderlo, attraverso l’aiuto della filosofia, costituisce ancora oggi uno sforzo decisivo per chi è impegnato nel mestiere piú bello e difficile, che è quello di vivere bene.

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Da un lato c’è la Grecia di Johann Joachim Winckelmann, olimpica e armoniosa, paradigma di una bellezza ideale e senza tempo, una sorta di paradiso perduto in cui era ancora possibile un’unione tra l’uomo e la natura, un mondo lontano e quasi irraggiungibile nella sua perfezione marmorea; dall’altro c’è la Grecia di Friedrich Nietzsche: tragica, dionisiaca e disordinata, che riposa su un fondo d’orrore difficile da rimuovere. La vera Grecia è probabilmente in mezzo, ed è entrambe: aperta, irrisolta, incompleta; inquieta, e per questo vicina e interessante anche oggi, perché sempre pronta ad accompagnare chi cerca. Non sappiamo dove stiamo andando e cosa finiremo per fare. Ma intanto andiamo, procediamo. Non è poco, ed è in questo invito a riconoscersi nella propria incompletezza, senza però arrendersi, continuando piuttosto a farsi domande, che sta la cifra piú autentica del mondo antico: Intanto la Grecia viaggia, viaggia sempre.

«Con la sua cordialità e la sua ironia, il libro di Bonazzi è di quelli che invitano a formulare, alla fine, anche una risposta personale. Paradossalmente, proprio perché né Achille né Platone, né Socrate né Epicuro hanno sciolto del tutto il “mistero dell’esistenza”, che rimane sempre identico a sé stesso, tanto vale farsi un’idea propria» (Emanuele Trevi sul «Corriere della Sera»).

«È il desiderio la forza che combatte contro la morte, che si oppone al potere distruttore della morte, ed è dalla morte (scandalosa, misteriosa, inaccettabile) che Mauro Bonazzi parte per individuare, attraverso un viaggio dentro la filosofia greca e gli eroi omerici, il senso dell’esistenza» (Annalena Benini su «Il Foglio»).