Scuola: I.I.S. “N. Pellati” di Nizza Monferrato
Classe: II
Docenti: Sara Ostanel
Elia frequenta l’ultimo anno del liceo a Pandino, in paese in provincia di Cremona; non è bravo a esprimere i propri sentimenti e odia pensare al futuro poiché, da quando è morta sua madre Teresa, la sua vita non sembra avere più senso per lui.
Agli occhi degli adulti pare avere più difetti che pregi: è troppo introspettivo, apparentemente freddo di carattere e, soprattutto, mostra un’indifferenza che mette gli altri a disagio.
E’ indifferente ai professori, alla sua ex allenatrice e, in particolar modo, a suo padre che, nonostante faccia di tutto per supplire all’assenza della moglie, non viene considerato dal figlio che, di proposito o involontariamente, fa di tutto per farlo spazientire (non si presenta a cena nel giorno dell’anniversario della scomparsa di Teresa o rifiuta il suo regalo di compleanno, senza neppure scartarlo).
E’ un adolescente poco compreso e che, tuttavia, non sembra particolarmente interessato a esserlo anche se, quando incontra la coetanea Camilla e pare aver finalmente trovato qualcuno in grado di capirlo e di “leggere” i suoi sentimenti, reagisce in modo inaspettato, chiudendosi ancor di più in sé e arrivando a litigare con Andrea, il suo miglior amico.
Sono poche le cose a cui realmente tiene: prendersi cura dell’orto (attività che praticava con sua madre), un vecchio accendino donatogli dal nonno e una copia de Il grande Gatsby appartenuta a Teresa (sarà proprio questo libro che gli farà incontrare Fausto, un librario burbero ma comprensivo che lo aiuterà a farsi strada in un modo apparentemente ostile).
Leggendo questo libro si possono cogliere alcune similitudini con il romanzo Il giovane Holden: entrambi, infatti, raccontano le vicende di un ragazzo testardo e dal carattere difficile, portato a bloccarsi sia quando deve comunicare con gli altri, sia quando si tratta di prendere decisioni.
Tuttavia, sia Elia che il protagonista dell’opera di Salinger, trovano qualcuno con cui si sentono liberi di confidarsi: Holden con l’amatissima sorella Phoebe ed Elia con la zia Eleonora (sorella di Teresa e molto simile ad essa per carattere), anche se la persona che più di tutte riuscirà a disincagliarlo dalla sua apatica inerzia sarà comunque Camilla, nonostante le incertezze, le ansie e gli alti e i bassi del loro rapporto.
La parola bagai è un termine dialettale ed è invariabile sia per numero (singolare e plurale), sia per genere (maschile e femminile) e può dunque significare “ragazzo/ragazza” come “ragazzi/ragazze”.
La sua scelta come titolo è interessante, poiché può indicare Elia e tutti i suoi coetanei presenti nel libro, simboleggiati idealmente dal bambino effigiato in un graffito, immortalato mentre ride spensierato, correndo a braccia aperte.
Tutti loro non sanno dove andare, non hanno nessuna meta precisa e scappano da un mondo incerto.
E in qualche modo ciascuno ci si può identificare, perché in fondo tutti noi siamo bagai.
Alessandra, Marta, Matilde e Riccardo
