Le storie che leggiamo sono vive. La magia della lettura è questa: in ogni testo, paragrafo o frase possiamo scoprire noi e il mondo e mentre esploriamo ci interroghiamo sul mondo e su noi insieme. I tre romanzi che ho scelto di consigliarvi vanno tenuti in libreria e sul comodino, letti, riletti e studiati. Mettete il vostro nome e la data all’inizio della prima lettura, sottolineate le frasi che vi colpiscono e pure quelle che non avete capito. Terminateli. Poi, metteteli via. Nella vostra libreria, divisi come preferite: per casa editrice, genere, autore, colore, provenienza geografica. Ognuno ha il suo metodo. Trovatene uno anche voi. Cambiatelo, se poi non vi convince.
A distanza di settimane, mesi, anni, recuperateli. Interrogatevi sul perché avete sottolineato una determinata frase, sul punto di domanda posto accanto a un paragrafo. Rileggeteli. Scoprite un’altra volta lo stile, la prosa, la lingua che è vostra o forse no. Gioite se quella frase evidenziata vi piace ancora e gioite più forte se non vi piace più e ve ne interessa un’altra. E, se ancora dovessero annoiarvi o non piacervi, riponeteli nel solito posto o nel nuovo che avrete scelto, e ancora fate passare del tempo e così fino alla fine. Che esiste per noi e non per questi testi.
Buona lettura!
Natalia Ginzburg, È stato così: “Gli ho sparato negli occhi.” Questo breve romanzo di Natalia Ginzburg comincia con uno sparo, dalla fine. È il racconto a ritroso di ciò che accade nella vita di una giovane insegnante piccolo borghese, moglie tradita di un marito che ama o forse no. È un sussurro doloroso che mette in scena i sentimenti e le speranze della protagonista. Come scrive la stessa Ginzburg di questo suo secondo libro: “Questo romanzo è intriso fumo e nebbia.” L’ossessione messa in scena racconta la disperazione amorosa, l’inquietudine, l’attesa perenne. E lo fa attraverso una prosa cruda, episodica, in prima persona, dolce e disperata insieme. Si serve degli oggetti, pochi ed essenziali. Nulla è lasciato al caso. Solo la vita.
Juan Rulfo, Pedro Páramo : “Venni a Comala perché mi avevano detto che mio padre, un tal Pedro Páramo, abitava qui. Me lo disse mia madre.” Juan Precido promette alla madre morente di andare a cercare il padre che non ha mai conosciuto. Arriva a Comala, un paese di ombre in cui nulla è come sembra: storie di fantasmi, voci che provengono da un altrove oscuro, da case in rovina, un luogo in cui non ci sono vincitori né vinti, nessun riscatto divino possibile. Qui sta la grandezza di questo romanzo in cui la vera forza propulsiva è la narrazione che sempre sottrae e dissimula. Tutto a Comala vuole svanire, perfino la morte.
Fëdor Dostoevskij, Notti bianche: “Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che possono esistere solo quando siamo giovani, caro lettore.” Il sognatore, protagonista di questa storia, passeggia fantasticando e senza meta per le strade di San Pietroburgo. Sta sfuggendo da una realtà in cui non riesce a inserirsi e per questo preferisce sognare. Poi, conosce Nasten’ka, eroina romantica (ma sicura di sé), che come lui vive ai margini della società. L’incontro con l’altro cambia la nostra percezione della vita, al sognatore dà la possibilità, attraverso i monologhi, di far vibrare la storia. L’essenza stessa del protagonista non è mai legata a ciò che gli sta intorno ma, da appassionato lettore quale è, la sostanza, il fondamento, è da ricercare proprio nella letteratura.



