Nathacha, Emma e Chahinez hanno attraversato la notte piú nera, quella in cui l’amore diventa controllo, possesso, annientamento. Tutte e tre hanno provato a fuggire dai loro compagni violenti, per salvarsi. Solo una può raccontarlo.
Nel maggio 2021 Nathacha Appanah apprende dell’omicidio della giovane Chahinez Daoud, avvenuto a Mérignac, nei pressi di Bordeaux. L’ex marito l’ha spiata, inseguita, braccata, le ha sparato alle gambe e l’ha bruciata viva in strada, a pochi metri da casa sua. La morte di Chahinez risveglia in Appanah un dolore che viene da lontano: la perdita della cugina Emma, brutalmente assassinata dal marito a Mauritius nel 2000. E riapre una ferita personale, profonda. È una storia che l’autrice non ha mai raccontato, a cui ha evitato di pensare a lungo. Una storia che adesso bisogna scrivere. Perché per poter restituire la voce a Emma e Chahinez, condannate per sempre al silenzio, Appanah deve partire da sé stessa, da quella ragazza che dai diciassette ai venticinque anni ha avuto una relazione con un uomo geloso, possessivo, violento, che l’ha abbindolata, isolata da tutti, piegata, asservita. E quasi uccisa.
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La notte nel cuore si è aggiudicato i prestigiosi premi francesi Prix Goncourt des lycéens 2025, Prix Renaudot des Lycéens 2025 e Prix Femina 2025. È stato inoltre finalista al Premio Strega Europeo 2026.
«Una voce rara, che vibra della paura e della forza di ogni donna» (Donatella Di Pietrantonio).
«È una storia che riapre in Appanah una ferita familiare profonda, mai detta: da lí parte un racconto che non potete perdere» (Concita De Gregorio su «la Repubblica»).
«Il libro di Appanah mi ha affascinata e riempita di ammirazione per l’autrice e la lingua letteraria e poetica con cui ha saputo parlare di un trauma. Mi è sembrato di non aver mai osservato cosí da vicino il meccanismo violento e crudele in cui un uomo circonda, isola e attacca la donna che dice di amare, come fanno gli squali» (Daria Bignardi su «Vanity Fair»).
«Nathacha Appanah ha trovato le parole per dire l’impronunciabile, mostrando cosí la forza della letteratura» («Elle»).
«Mai come in La notte del cuore l’autrice era arrivata a toccare cosí potentemente la propria stessa intimità, là dove l’amore si è trasformato in una terribile e assurda forma di controllo e violenza, là dove scrivere diviene il compito primario di chi è sopravvissuta» (Giacomo Giossi, «Il Tascabile»).
