Annalisa AmbrosioIstruzioni per l’uso tratte dal romanzo

C’è una domanda che ogni tanto assilla chi se la fa: la letteratura può insegnare qualcosa di utile per la vita? Ovviamente non c’è una risposta esatta. Molti dicono semplicemente di no. In realtà forse dipende da chi legge, da che cosa sta cercando, da quanto è disponibile ad ascoltare le voci delle pagine.

Di certo, i libri possono dare spunti interessanti o buone idee che magari staranno a lungo sepolte dentro i corpi dei lettori, ma poi col tempo potranno attecchire e germogliare. Non si tratta di veri e propri insegnamenti o di morali esplicite come quelle al fondo delle fiabe di una volta; dai romanzi viene fuori qualcosa di piú simile a delle Istruzioni per l’uso. Spesso sono nascoste tra le pieghe della trama, nelle battute dei personaggi, capitano a caso tra l’inizio e la fine. Per trovarle bisogna usare l’immaginazione e domandarsi: se questo romanzo fosse un manuale, quale materia insegnerebbe?

Questo piccolo esercizio, praticato con costanza, può produrre risultati interessanti e infiniti consigli di lettura. Qui sotto quattro possibili esecuzioni, piú una.

 

Robert Louis Stevenson, L’isola del tesoro

Istruzioni per l’uso: come trovare e riconoscere il coraggio dentro di sé.

Un grande classico del romanzo d’avventura, ma non è solo questo, perché il narratore della storia – almeno per la maggior parte del tempo – è Jim Hawkins, un ragazzo giovane, poco piú di un bambino, figlio dei gestori della locanda dove tutto ha inizio. La sua voce è sincera, descrive le emozioni che prova in maniera semplice e immediata, non si fa nessun problema a dire quando (e quanto) ha paura di fronte ai pirati. La maggior parte delle volte, però, dalla paura erompe una grandissima audacia. E cosí Jim diventa piú intelligente e intraprendente di quello che sarebbe stato fino a un secondo prima. Questo romanzo, perciò, può essere letto a ogni età come un breve e avvincente manuale su come premere il (proprio) tasto del coraggio.

D. Salinger, Il giovane Holden

Istruzioni per l’uso: dove cercare una guida.

Holden Caulfield viene espulso dalla scuola che frequenta a pagina numero uno del romanzo di cui è protagonista, ma quello che farà per tutto il tempo sarà cercare dei buoni maestri o delle buone maestre. Dove? Per le vie di New York, in posti apparentemente sbagliati, dove nessun adulto consiglierebbe di cercarli. Tra i suoi saggi di riferimento ci sarà, per esempio, la piccola sorella Phoebe, essere umano dotato di grande sapienza. Queste pagine sono una miniera di istruzioni utili per chi è in cerca di una guida spirituale o umana, ma si annoia facilmente e non ha intenzione di trovarne una convenzionale.

Sabrina Efionayi, Addio, a domani

Istruzioni per l’uso: come tenere insieme due madri.

Nella vita della protagonista del libro ci sono due madri, una di sangue e l’altra no. Una è italiana, l’altra arriva dalla Nigeria. La storia è inconsueta, commovente e, per certi versi, persino avventurosa. Le istruzioni per l’uso, però, riguardano la possibilità di tenere insieme piú madri, quindi piú famiglie, persone diverse a cui capita di essere legati da un filo fortissimo, che a volte si può avere la tentazione di tagliare. Qui si trovano alcune dritte per stare a galla nella complessità.

Sally Rooney, Dove sei, mondo bello

Istruzioni per l’uso: come ragionare meglio scrivendo una lettera a un’amica.

Ci sono due amiche molto intelligenti, Alice ed Eileen, che si scrivono lunghe lettere in cui raccontano i loro pensieri sulla vita, sul mondo, sulle loro relazioni sentimentali (spesso deludenti o complicate). Le lettere (che in realtà sono mail) arrivano solo ogni tanto, nel frattempo la storia delle loro vite procede avanti, un passo dopo l’altro, in parallelo. Che cosa si può imparare? Che la scrittura spesso è una tecnica per mettere ordine nei pensieri, per ragionare meglio, prendersi uno spazio, immaginare un mondo migliore.

Bonus, ovvero da dove viene l’idea: Julio Cortázar, Storie di Cronopios e di Famas

Istruzioni per l’uso: come usare il pensiero laterale.

Si tratta di brevi racconti surreali che parlano di alcune creature senza senso: i creativi Cronopios, appunto, e i precisini Famas. Nella prima parte del libro si trovano svariate “Istruzioni per l’uso” per svolgere certe azioni apparentemente molto semplici, come salire le scale, piangere o caricare un orologio. L’idea di leggere ogni libro cosí, come una serie di manuale di montaggio, viene da qui.