Espérance HakuzwimanaTra i bianchi di scuola

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La scuola italiana è una scuola multietnica. Eppure generazioni di studentesse e studenti sono invisibili, e con loro diritti, radici, identità, possibilità future. Dalle loro voci una guida corale per immaginare insieme una scuola plurale e aperta.

Una guida per la scuola che sempre di piú ha a che fare con una realtà multietnica. Classi miste che diventano metafore del mondo in quanto a diritti mancati: una quotidianità in cui le parole e le definizioni hanno un peso individuale e collettivo che supera anche i confini dell’aula. Questa per la scuola italiana è una fase di transizione molto profonda che riguarda tanti aspetti, fra cui le origini, le radici e le identità di studentesse e studenti. Mettendoci in ascolto delle loro voci che cosa possiamo imparare? Come possiamo vederli, accoglierli, e vivere questo cambiamento che è già presente e si può fare solo insieme?

Espérance Hakuzwimana accompagna queste domande con il suo sguardo e un coro di voci di altri studenti, di altre generazioni con background migratorio. Il nome, la cittadinanza, la lingua, il merito: un’assemblea immaginaria sul futuro reale della scuola italiana.

Leggi un estratto.

Questo libro nasce dall’esigenza di mettere in luce un aspetto specifico dell’esperienza della scuola italiana. Molte persone hanno vissuto eventi poco piacevoli negli anni dell’istruzione, ma per me era importante chiarire uno specifico aspetto invisibilizzato: come vivono la scuola le persone con background migratorio? Come affrontano le diverse stratificazioni di razzismo istituzionale che è presente anche nei corridoi degli istituti, dalla scuola dell’infanzia all’università?, racconta l’autrice nell’intervista di Francesca Angeleri sul «Corriere della Sera».

Su «la Repubblica» l’intervista di Pasquale Quaranta.

Come nasce Tra i bianchi di scuola? Lo racconta Espérance Hakuzwimana sui social: