Archivio Mensile: luglio 2017

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Donatella Di PietrantonioL’arminuta

– Ma la tua mamma qual è? – mi ha domandato scoraggiata. – Ne ho due. Una è tua madre.

Una ragazzina di tredici anni con la valigia in una mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia cosí questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche piú care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori.

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Passaparola

Katie HafnerGlenn Gould e la ricerca del pianoforte perfetto

Benedetta Saglietti, storica della musica

Come si diventa ciò che si è? Le strade e le variazioni sono infinite. Un pianoforte, per esempio, può essere d’aiuto. Ma la strada per trovarlo, a volte, è lunga e faticosa. Se il protagonista è Glenn Gould, il fuoriclasse del pianoforte, un ragazzo schivo e strano che precocemente mollò la carriera musicale nel 1964 a 32 anni, quella ricerca è tutto. Attorno a lui pullula un piccolo universo di uomini, come l’accordatore quasi cieco Verne Edquist, di oggetti, tipo dozzine di chiavi di stanze d’albergo, oltre a un intrecciarsi di casi imprevedibili, come le disavventure con la fabbrica degli Steinway e con Bill Hupfer che rende possibile l’incontro col pianoforte perfetto.

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Mohsin HamidExit West

Saeed è timido e un po’ goffo con le ragazze. Nadia al contrario è sensuale e sceglie di indossare il velo solo per proteggere la propria indipendenza di ragazza single che fuma e gira in motorino.  Saeed trova finalmente il coraggio di rivolgerle la parola e mentre la guerra civile inizia a imperversare nella loro città e gli scontri si infiammano, Nadia e Saeed – spavaldi e fragili come solo i ragazzi sanno essere – si scoprono innamorati.

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Percorsi

Alessandro De RomaDivagare, sognare, sbagliare: l’utilità del perdersi a scuola

Qualche volta i confini a scuola sono angusti. Le ore lunghe e le parole troppe. L’imponenza della verità istituzionale vince ogni stimolo di crescita e ogni curiosità. E il peccato piú grave che si possa commettere è sbagliare: l’errore non trova posto in un percorso che deve essere sempre dritto e portare con sicurezza alla destinazione prevista. Il lusso piú grande allora è inseguire la bellezza delle trame, le parole senza costrutto che però costruiscono vite. Le letture prive di immediate ricadute didattiche. Le strade sbagliate che aprono nuovi percorsi.

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