Philip RothNemesi | Lo Struzzo a Scuola

Philip RothNemesi

Liceo classico Flaminio, Vittorio Veneto (TV)
Classe: I A
Docente: Francesco Targhetta

Estate 1944. Bucky Cantor, mentre il mondo è sconvolto dalla Seconda Guerra Mondiale, è costretto a vivere una guerra privata. A Newark, la sua città, imperversa un’epidemia di polio che sconvolgerà la sua vita e metterà in dubbio i principi con i quali è cresciuto. 

Il protagonista ventitreenne si occupa della gestione di un campo giochi in periferia, dove si instaura un rapporto di amicizia e fiducia reciproca con i bambini che lo frequentano. Sono questi ultimi a essere i piú vulnerabili alla malattia, perciò Bucky si preoccupa di tenerli lontani dall’eccessiva angoscia dei genitori.

Proprio quando l’epidemia arriva al culmine, Marcia, la sua ragazza, gli propone di lasciare Newark per raggiungerla a un campo estivo fuori città e sfuggire cosí alla malattia. Bucky sceglierà di rimanere fedele ai suoi ideali, continuando a combattere la sua battaglia quotidiana contro la polio, oppure si lascerà tutto alle spalle e inizierà una nuova vita?

Bucky ha una personalità complessa; a prima vista appare una persona forte, capace di gestire qualsiasi tipo di situazione, mentre, ad un’analisi piú approfondita, rivela la sua vera indole, tormentata e ansiosa, che lo porta a riversare su di sé tutte le colpe. L’altra figura degna di nota è Marcia, la quale è caratterizzata da un attaccamento a volte ossessivo nei confronti dei valori con cui è stata cresciuta. Attorno a loro due ruotano molti altri personaggi, anche se la vera protagonista è la poliomielite: in una vita già perfettamente pianificata, all’insegna della realizzazione personale, s’insinua la sua silenziosa e invisibile freccia, che suscita in Bucky esasperati interrogativi sui quali si fonda la psicologia del libro.

Dal romanzo emergono tematiche forti, come la malattia e le sue conseguenze, il senso del dovere, il sacrificio, l’amore, la determinazione, il rapporto con Dio e l’evidente paragone tra la guerra in Europa e quella combattuta dal protagonista e dalla sua comunità contro l’insidiosa minaccia della polio. Logico riflesso di questo confronto è il parallelismo tra la situazione degli ebrei a Weequahic e quella degli ebrei in Europa: in entrambi i casi questo popolo è costretto a fronteggiare isolamento, discriminazione e ghettizzazione come conseguenze di un male che una comunità non può combattere da sola ed è costretta a subire in silenzio.

Ma il cardine intorno a cui ruota l’intero libro è l’assillante bisogno di trovare il perché di ogni cosa. Bucky si interroga incessantemente riguardo ai motivi per cui la polio colpisce i suoi ragazzi e sulle ragioni che hanno spinto il Dio ebreo a creare un flagello tale da abbattersi senza pietà su bambini e adolescenti, i quali non hanno altra colpa se non quella di frequentare i luoghi in cui l’epidemia imperversa.

A questi insistenti interrogativi Bucky non è in grado di dare una risposta, come traspare da un dialogo avuto con il padre di uno dei ragazzi uccisi dalla polio: alle domande dell’uomo riguardo il senso della vita e l’ingiustizia della malattia, le repliche del ragazzo spaziano da «Non lo so» a «Non so rispondere». Ma, per un paradosso, è proprio questo disarmo a far interrogare il lettore: Roth, come tutti i grandi scrittori, pone domande senza fornire facili risposte.

Il libro è strutturato in tre macrocapitoli, che descrivono rispettivamente tre fasi distinte della vita del protagonista. La suddivisione in paragrafi, la scelta di un lessico efficace e comprensibile e l’uso di periodi brevi e concisi rendono la lettura scorrevole. La presenza di molte descrizioni di paesaggi, di emozioni e di episodi aiuta il lettore a immedesimarsi nei vari personaggi e a cogliere il significato del romanzo. Frequenti nella lettura sono anche le epifanie, episodi chiave che rivelano una peculiarità di un personaggio.

Fin dalle prime pagine l’autore riesce a trasmettere un profondo senso di angoscia per l’incombenza di un pericolo imminente, che darà solo pochi ma significativi attimi di tregua. Con l’inizio del terzo capitolo del libro questa inquietudine sfocia in un vero e proprio sgomento, dovuto a un inaspettato e improvviso colpo di scena che lascerà il lettore a bocca aperta.

Ci sentiamo di consigliare questo libro a tutti gli studenti che stanno affrontando Boccaccio, perché cosí avranno un ulteriore punto di vista sul comportamento umano di fronte a un’epidemia dilagante, che arriva a stravolgere la realtà di un giovane adulto, il quale è in costante lotta con se stesso e con i suoi principi morali.

Questo romanzo può essere adatto anche alle persone che, per carattere, tendono a caricarsi sulle proprie spalle tutte le colpe e le responsabilità altrui, ma interesserà chiunque abbia iniziato a interrogarsi in modo maturo sulle ragioni dell’esistenza del male.