razzismo

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Giacomo Debendetti16 ottobre 1943

Roma, Portico d’Ottavia, 16 ottobre 1943. Sono le 5.15 del mattino quando le SS fanno irruzione nelle strade del ghetto ebraico e rastrellano 1024 persone, tra cui 200 bambini. Due giorni dopo, dei vagoni piombati partiranno dalla stazione Tiburtina alla volta di Auschwitz. A tornare saranno in sedici. A raccontarci tutto questo è Giacomo Debenedetti: pagine brucianti dove a parlare è un coro sgomento e terribile da cui si staccano, solo per infinitesimi istanti, le voci dei protagonisti, subito sommerse e per sempre perdute.

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