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Wu MingL’Armata dei Sonnambuli

Liceo Vittorio Emanuele II, Lanciano
Classe: II B
Docente: Antonella Festa

A cosa è dovuta la scelta di scrivere un romanzo utilizzando un patrimonio di leggende popolari nate intorno alla Rivoluzione francese e di cui sono rimaste poche tracce documentali?

A dire il vero, quelle che nel Quinto Atto del romanzo vengono presentate come leggende popolari sono nostre invenzioni. Quella parte del romanzo è scritta con la tecnica del mockumentary, cioè del «finto documentario», dove le fonti reali e quelle fittizie si fondono in un’amalgama indistinguibile. Come del resto accade, in altra forma, in tutto il libro. Bisogna tener conto che il Quinto Atto non è un apparato di note a pie’ di pagina che sta fuori dalla finzione romanzesca. Se avessimo voluto un apparato del genere, l’avremmo collocato fuori dalla storia che raccontiamo, in un’appendice, dopo la parola «fine». Invece abbiamo scelto di giocare con il lettore e di presentare i nostri personaggi come se avessero una vita indipendente dalla finzione narrativa (senza però farli uscire davvero da quella finzione). Tutti e quattro i protagonisti dell’Armata sono frutto d’invenzione, non esistono documenti su di loro, anche se ne esistono su individui come loro, e dunque hanno un certo livello di verosimiglianza. Una popolana, un’artista in cerca di fortuna, un medico della borghesia giacobina e un aristocratico. Ci sembravano le quattro angolature piú adatte a raccontare la Rivoluzione francese, ma volevamo che avessero alcune caratteristiche impossibili da trovare nei documenti: cosí ce li siamo costruiti.

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978880624177HIG

Marco BalzanoLe parole sono importanti

Quando ci raccontano l’etimologia di una parola proviamo spesso una sensazione di meraviglia, perché riconosciamo qualcosa che non sapevamo di sapere, un universo di elementi che era sotto i nostri occhi ma che non avevamo mai notato. Allora come è possibile che l’etimologia, cosí carica di fascino, non riceva, neanche a scuola o all’università, la considerazione che merita?

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978880621927GRA

Beppe FenoglioIl partigiano Johnny

Il piú originale e antiretorico romanzo italiano sulla Resistenza. Il capolavoro che racconterà per sempre chi sono stati i partigiani in Italia.

«E pensò che forse un partigiano sarebbe stato come lui ritto sull’ultima collina, guardando la città e pensando lo stesso di lui e della sua notizia, la sera del giorno della sua morte. Ecco l’importante: che ne restasse sempre uno».

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Classe

Nadia TerranovaAddio fantasmi

Liceo Publio V. Marone, Gioia del Colle
Classe: I A
Docente: Grazia Procino

«Devi cercare il punto dove fa male. Ti vergogni abbastanza di una storia? Vuoi che non la conosca nessuno? Perfetto, è la storia che devi raccontare». Esordisce cosí Nadia Terranova, durante il suo incontro presso il Liceo classico Publio Virgilio Marone rispondendo alla domanda di chi le chiede come sia nato il suo romanzo e perché abbia scelto di raccontare proprio quella storia.

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Franco FicheraLe belle tasse

«Tutto è cominciato quando l’assessore all’infanzia e alla famiglia del Comune di Roma, nel 2005, mi ha chiesto di andare a spiegare le tasse ai bambini. Non potendo fare una lezione universitaria, mi sono inventato un gioco».

Le tasse sono in genere viste come un «male», perché consistono in un sacrificio. Dire che sono belle crea un po’ di sorpresa. Ma perché dire che sono «belle»? Perché reggono la vita in comune, sono alla base della convivenza civile: tutti siamo chiamati a concorrere alle spese pubbliche, e a sostenere la realizzazione di obiettivi che riguardano tutti. E questo è possibile farlo solo con le tasse. Allora, esse sono un sacrificio per il singolo, è vero, ma per soddisfare un interesse collettivo.

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Classe

Roberto VecchioniIl libraio di Selinunte

Liceo scientifico e musicale G. Marconi, Pesaro
Classe: III L
Docente: Anna Sanchini

Il libraio di Selinunte è un romanzo nel quale Roberto Vecchioni narra, in maniera molto scorrevole e piacevole, la storia di un giovane di nome Nicolino. Si tratta di un ragazzo che, grazie alla tecnica del flashback utilizzata dall’autore, racconta di quando, un tempo, da bambino, trascorreva le sue notti ad ascoltare un libraio leggere. In tutto il paese Nicolino era l’unico a farlo, poiché gli altri abitanti, inizialmente incuriositi dall’arrivo di questo particolare omino piuttosto anziano, avevano lasciato perdere il libraio, ritenendolo un fastidio per la popolazione locale.

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978880624036HIG

Herbert George WellsLa macchina del tempo

Un classico della letteratura fantascientifica che continua ad appassionare generazioni di lettori. Nella magistrale traduzione di Michele Mari.

Un inventore mette a punto una macchina del tempo con la quale riesce a raggiungere l’anno 802 701. Vi trova un mondo diviso in due razze umane: gli Eloj, creature delicate e pacifiche che conducono una vita di svaghi, e i Morlock, esseri pallidi e ripugnanti che vivono nei sotterranei.

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978880622809GRA

Mariolina VeneziaMille anni che sto qui

Un libro ricco di immagini, scritto con un linguaggio intenso da un’autrice che non ha paura di affrontare temi universali.

Grottole, nei pressi di Matera: in un Sud poco esplorato, le vicende straordinarie e quotidiane dei Falcone, una famiglia cui il destino dona tutto e non risparmia niente, dalla guerra all’emigrazione, dalla ricchezza alla fame, passando per scandali pubblici e furori individuali. Una saga che attraversa piú di un secolo, in Basilicata, dall’Unità d’Italia alla caduta del muro di Berlino.

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Insegnante

Michela MarzanoL’amore che mi resta

Sergio Turrisi (Cefalú)

Michela Marzano nel suo primo romanzo L’amore che mi resta racconta la storia di una madre, Daria, che affronta il suicidio della figlia, una morte che sovverte l’ordine naturale delle cose e sconvolge la sua esistenza.

Quando ho scelto di proporre questo libro ai miei alunni mi sono chiesto come avrebbero accolto una storia cosí dolorosa, quali strumenti avessero studenti di un’età compresa tra i quindici e i diciotto anni per comprendere una sofferenza cosí ineffabile. La scuola deve prevedere un dialogo ragionato sulle questioni piú delicate, sulle afflizioni piú profonde dell’anima, senza operare censure.

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