Jesse AndrewsQuel fantastico peggior anno della mia vita

16+

Greg è un diciassettenne sovrappeso dalla battuta facile il cui unico scopo nella vita è scivolare inosservato attraverso quella guerra fredda fra bande che è il liceo. Un giorno la madre lo informa che una sua compagna, Rachel, ha contratto una grave forma di leucemia e lo costringe a passare del tempo con lei. Greg ha da sempre l’hobby di girare e interpretare pellicole amatoriali con l’amico Earl, così, quando scopre che Rachel trova i suoi film divertenti, finisce per girarne uno dedicato a lei. Greg racconta la storia in prima persona alternando in modo apparentemente sconnesso monologhi interiori, liste, dialoghi e stralci di sceneggiatura, in una sorta di esilarante collage post-moderno.

Quel fantastico peggior anno della mia vita è un romanzo sulla malattia e l’amicizia che, come la vita stessa, sa tenere insieme risate e lacrime, dolore e divertimento. E sa raccontare la morte, e la necessità di farvi i conti, con quella leggerezza e quella sensibilità che solo i ragazzi possiedono.

«Una cosa su cui voglio essere chiaro è che Quel fantastico peggior anno della mia vita non è incentrato sul cancro, ma sull’amicizia e l’amore. Non ci sono dichiarazioni lacrimose o amori immortali o viaggi iniziatici; ci sono dei ragazzi che fanno i ragazzi in una situazione difficile» («The Guardian»).

«Io sono Greg, quello che ha scritto questo libro. Poi c’è Earl, il mio amico. E questa è la storia dell’anno che lui e io abbiamo passato con Rachel, cercando di tirarla su. Per lei abbiamo anche girato un film. Forse il piú brutto film di tutti i tempi».

Il film tratto dal romanzo ha vinto sia il Gran Premio della Giuria che il Premio del pubblico al Sundance Film Festival.

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Alcuni commenti su Goodreads:

«Il miglior libro d’esordio che abbia mai scritto» (Jesse Andrews).

«Oh mio dio! Che cosa ho appena finito di leggere?» (Raeleen Lemay).

«Questo libro fa morire dal ridere. Sono scoppiata a ridere praticamente a ogni pagina» (Kat O’Keefe).

«È un libro assurdamente bello. Mi è piaciuto un sacco e ho riso a squarciagola in un sacco di passaggi. Non è il tipico YA – o la tipica storia sul cancro, se è per questo – e mi è piaciuto proprio per quello. LEGGETELO» (Maureen).

«Avrò bisogno di un po’ di tempo per riprendermi, dopo averlo letto» (Joel).

«Questo libro è la cosa più figa mai inventata dai tempi della pizza» (Kat Stark).