Art SpiegelmanMaus

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«Forse i fumetti, cosí popolari, semi-illetterati, disordinati, sono un modo appropriato per dire l’indicibile».

Art Spiegelman è un cartoonist della New York di fine anni Settanta, suo padre Vladek un sopravvissuto all’orrore dell’Olocausto. A fare da ponte tra due vite e due caratteri tanto diversi c’è il racconto di un’esperienza indicibile, quella della deportazione e della vita al campo di concentramento di Auschwitz.

Una piccola struggente storia famigliare sullo sfondo della piú immane tragedia del Novecento, raccontato nella forma del fumetto: gli ebrei sono topi, i nazisti, gatti.

Un classico del nostro tempo che ha modificato la percezione della letteratura, del graphic novel e della Shoah. Un libro imprescindibile, commovente e lieto, tragico e necessario.

Maus è stato il primo fumetto a vincere il Premio Pulitzer nel 1992.

«Sono fiero di Maus, sono fiero di esser stato in grado di farlo, che sia nato tramite me. D’altro canto, ha inevitabilmente oscurato qualsiasi cosa che abbia fatto dopo e che abbia fatto prima, a volte in modi che trovo ingiusti. Eppure lo capisco perfettamente, che sia cosí» (Art Spiegelman su «Mother Jones»).

«Maus è una storia splendida. Ti prende e non ti lascia piú. Quando due di questi topolini parlano d’amore, ci si commuove, quando soffrono si piange. A poco a poco si entra in questo linguaggio di vecchia famiglia dell’Europa orientale, in questi piccoli discorsi fatti di sofferenze, umorismo, beghe quotidiane, si è presi da un ritmo lento e incantatorio, e quando il libro è finito, si attende il seguito con la disperata nostalgia di essere stati esclusi da un universo magico» (Umberto Eco).

«Un lavoro straordinario» (Moni Ovadia).

«Un affresco assolutamente epurato dalla retorica o da qualsiasi velleità vittimista, soffuso di sottile ironia, splendidamente congeniato. Avvincente» (Maria Agostinelli e Florinda Fiamma su Rai Letteratura).

«Il piú influente esempio di narrazione per immagini del secolo passato» (Erika Balzaretti, «L’Indice»).

Il documentario realizzato dalla BBC sul lavoro di preparazione e stesura di Maus:

Nel successivo Metamaus, l’autore ha approfondito gli interrogativi spesso evocati da Maus – Perché l’Olocausto? Perché i topi? Perché i fumetti? – regalandoci una nuova, imprescindibile opera sul processo creativo.

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