Nadia TerranovaAddio fantasmi

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«Se c’era un’arte in cui io e mia madre eravamo diventate brave durante la mia adolescenza, quell’arte era il silenzio».

Ida è appena sbarcata a Messina, la sua città natale: la madre l’ha richiamata in vista della ristrutturazione dell’appartamento di famiglia, che vuole mettere in vendita. Circondata di nuovo dagli oggetti di sempre, di fronte ai quali deve scegliere cosa tenere e cosa buttare, è costretta a fare i conti con il trauma che l’ha segnata quando era solo una ragazzina. Ventitre anni prima suo padre è scomparso. Non è morto: semplicemente una mattina è andato via e non è piú tornato.

Sulla mancanza di quel padre si sono imperniati i silenzi feroci con la madre, il senso di un’identità fondata sull’anomalia, persino il rapporto con il marito, salvezza e naufragio insieme. Ma ora che la casa d’infanzia la assedia con i suoi fantasmi, Ida deve trovare un modo per spezzare il sortilegio e far uscire il padre di scena.

Leggi un estratto.

«La scrittura di Nadia Terranova sconvolge per la sua precisione e sensibilità» (Annie Ernaux).

«Non si tratta solo di una nuova prova di scrittura capace di raggiungere livelli di equilibrio e di maturità davvero rari, ma di un vero e proprio viaggio attraverso il fantasma inquietante di una assenza che non vuole cedere il passo, che non vuole cadere nell’oblio» (Massimo Recalcati, «la Repubblica»).

«Un vero romanzo, dono raro e da salutare con gioia» (Lisa Ginzburg, «Avvenire»).

«Addio fantasmi è un libro magnifico, dolente ed eroico, ossessivo» (Elena Stancanelli, «D»).

«Nadia Terranova si impone all’attenzione con una prosa nitida ed evocativa» (Francesco Musolino, «la Repubblica»).

«Sono pagine che caricano i dolori dell’esistenza di risonanze filosofiche sull’assenza, la scomparsa, l’abbandono, la perdita» (Pierluigi Battista, «Corriere della Sera»).

«In Italia ci sono poche voci narrative con la sensibilità e la persistenza linguistica di Nadia Terranova» (Vins Gallico, «il Fatto Quotidiano»).

«Nadia Terranova ha saputo rendere alla perfezione cosa significa sopravvivere a una scomparsa» (Laura Pezzino, «Vanity Fair»).

«Questa storia resta incollata addosso con una tensione che cresce perché esplora l’abisso fra la memoria, il sentimento, l’abbandono e un presente vivissimo che pretende un riscatto» (Annalena Benini, «Il Foglio»).

«Un romanzo struggente e mai patetico» (Irene Soave, «Sette»).

«Intriso di nostalgia e bellissimo» (Isabella Fava, «Donna Moderna»).

«Una storia di perdita e un percorso di sopravvivenza, di lacerazione e di sollievo» (Anna Mallamo, «Gazzetta del Sud»).

«Addio fantasmi è il frutto maturo di un percorso non solo narrativo, ma intellettuale nel senso piú ampio» (Mirella Armiero, «Gazzetta del Mezzogiorno»).

Il romanzo raccontato su Rai Letteratura: