Massimo MantelliniBassa risoluzione

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Entro in camera di mia figlia. Sulla sua scrivania l’attrezzatura tecnologica per ascoltare la musica è molto semplice. Un vecchio Mac mini di dieci anni fa, una connessione a internet, Youtube e un paio di casse in plastica da otto euro. Alla domanda: «Francesca, ma come suona la musica qui nella tua stanza?» la risposta è: «Benissimo».

Davvero il nuovo è sinonimo di migliore? L’uso sempre piú frequente di internet e delle tecnologie ha modificato in modo radicale il nostro rapporto con la realtà, con le informazioni, con le relazioni sociali. Ormai ascoltiamo la musica in nuovi formati digitali, fotografiamo il mondo attraverso la piccola ottica dei nostri telefoni cellulari. Compriamo i mobili di truciolato Ikea e ci appassioniamo ai graffiti di Banksy, seguiamo la politica su Twitter e ai quotidiani preferiamo l’informazione casuale che rimbalza sui profili social dei nostri «amici».

Dentro alla vastità dell’offerta digitale, dove tutto è a portata di mano, abbiamo compiuto una scelta inattesa: ridurre le nostre aspettative. Massimo Mantellini, uno dei maggiori esperti italiani della rete internet, indaga la relazione fra simili scelte e i mutamenti della società. Perché capire questo significa capire la contemporaneità.

Leggi un estratto.

 

«Un libro stupendo» (Luca De Biase, «Il Sole 24 Ore»).

«Bassa risoluzione pone al centro questioni come il tempo, il linguaggio, l’uso del corpo, e apre spazi originali di riflessione» (Marco Bracconi, «la Repubblica»).

«Un piccolo e appassionato saggio di cultura digitale» (Marco Montanaro, minimaetmoralia.it).

L’intervista de «Il libraio» all’autore.

Corrado Augias racconta Bassa risoluzione:

Il blog dell’autore.