Giorgio SciannaLa regola dei pesci

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«I pesci riescono a muoversi tutti insieme senza scontrarsi e senza perdere nessuno. Basta fidarsi del movimento degli altri».

Che fine hanno fatto gli unici quattro maschi della quinta C? A settembre, quando riprendono le lezioni, il liceo Tommaseo è scosso da una notizia inquietante: Roberto Ivan Anto e Lorenzo sono spariti; al loro posto solo quattro banchi vuoti. Sono partiti per una vacanza in Grecia, ma dal 22 luglio di loro non si ha più traccia, i cellulari sono disattivati e su Facebook nessun post. E mentre un funzionario della Farnesina sta fornendo assistenza ai genitori per capire cosa sia successo, all’improvviso, come uno spettro, compare Lorenzo.

La gioia dei famigliari è immensa, finalmente il ragazzo potrà aiutarli a trovare gli altri e a capire. Ma nonostante le pressioni, Lorenzo non parla, si chiude in un mutismo inattacabile: ha stretto un patto con i suoi amici e romperlo significherebbe tradire la loro fiducia. Cos’è successo davvero? Qual è il segreto che Lorenzo custodisce così gelosamente?

Dopo aver raccontato gli adolescenti in Qualcosa c’inventeremo, romanzo che ha fatto il giro delle scuole di mezza Italia, Giorgio Scianna sceglie di esplorare, senza mai giudicare, la complessa realtà di chi ha diciotto anni oggi. Perché è quella l’età in cui si prendono le misure di se stessi e del mondo, in cui la sete d’avventura si muove verso direzioni impensabili.

Leggi un estratto.

«Per trovare una breccia per comunicare con i propri figli non bisogna maneggiare la psicologia ma la geografia: cambiare territorio finché non ce n’è uno che vada bene per tutti, rifondare i confini delle nostre mappe mentali» (Giorgio Scianna su «Il Foglio»).

«Potente, profondo e moderno. È una corda di violino tesissima, senza un attimo di cedimento» (Luciana Littizzetto).

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«Sono rimasto incollato fino alla fine: l’avventura di questi quattro ragazzi parla a tutti noi» (Fabio Geda).

«Sin dalle prime pagine del romanzo, il lettore rimane letteralmente incollato, sguardo, udito, tatto, cuore. Il coinvolgimento è totale, per la ricerca della verità che ognuno insegue» («la Repubblica»).

«I protagonisti del nuovo libro di Scianna pongono interrogativi che varcano i confini del romanzo e approdano nelle nostre vite, quando guardiamo i figli adolescenti e arrabbiati e ci chiediamo cosa stia passando loro per la testa» («Donna moderna»).

«Una storia così riuscita da risultare ipnotizzante» («tgcom24»).

«Il lavoro di Scianna svela fin dalle prime battute l’accuratezza nella ricostruzione scrupolosa dell’universo adolescenziale» («L’Indice»).