Riccardo GazzanigaNon devi dirlo a nessuno

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Luca ha tredici anni ed è genovese. È l’estate del 1989 e la sua famiglia decide di trascorrere le vacanze estive a Lamon, un piccolo centro sulle montagne bellunesi. Al centro della storia c’è l’adolescenza, con i suoi rituali e le sue scoperte: i ragazzi che si sentono i padroni del mondo, le serate passate al campetto di calcio, le gare in bici, le ragazze, i primi baci, Luca che ha una cotta per Chiara, che ha una cotta per Samuele. Finché una sera, succede qualcosa di inquietante. Addentratosi nel bosco con il fratellino Giorgio, Luca si accorge che nel buio due occhi li stanno fissando.

«Di nuovo si guardò intorno e di nuovo non vide nulla. Non c’era nessuno, a parte loro. Ma aveva visto quegli occhi, laggiù nel bosco. E quegli occhi avevano visto lui».

Qualcuno sembra pedinarlo, spiare i suoi movimenti. Ma chi? C’era davvero una presenza nascosta tra gli alberi? E quella macchina nera che compare in paese e sembra seguirlo? In un’età in cui non si hanno ancora gli strumenti per comprendere a pieno il mondo, Luca tenta di trovare delle spiegazioni che sappiano dare un nome alla sua paura. Dopo A viso coperto, premio Calvino 2012, Gazzaniga torna con un romanzo nel quale si mescolano crescita, innocenza e tradimento. Un romanzo capace di agganciare i giovani lettori e tenerli avvinti fino all’ultima pagina.

Leggi un estratto.

«Gazzaniga costruisce un thriller alla Stephen King, un romanzo di forte empatia» (Severino Colombo, «Corriere della Sera»).

«Non devi dirlo a nessuno è un libro che parla della paura buona, la paura bianca, quella a ridosso dell’adolescenza, quel momento specifico in cui i pericoli si annidano nel bosco, o nelle soffitte buie» (Mauro Garofalo, «Il Sole 24 Ore»).

«Non devi dirlo a nessuno scorre veloce come un videogame giocato a tredici anni. Quando finisci avresti voglia di giocare ancora» (Roberto Pavanello, «La Stampa»).

«Un thriller che alterna toni ironici, nostalgici, grotteschi e tragici» (Marco Preve, «la Repubblica»).

«Con uno stile essenziale, mai ridondante o ripetitvo, Gazzaniga costruisce una storia semplice e avvincente» («Il Fatto Quotidiano»).

«Gazzaniga si conferma narratore di razza, abile nella ricostruzione realistica e accurata degli ambienti, sicuro nella creazione di personaggi del tutto credibili» («L’Indice dei Libri del Mese»).

Riccardo Gazzaniga parla del suo libro a Rai Letteratura:

Gazzaniga racconta l’incontro con gli studenti delle scuole superiori in occasione di «Leggermente in classe».