Elena VarvelloLa vita felice

IISS G. Salvemini, Alessano (LE)
Classe: IV A
Docente: Valeria Bisanti

Quasi un fulmine a ciel sereno, così come accade nella storia di Elia, sedicenne, tipo solitario e introverso, la cui «vita felice» è sconvolta dalle vicende del padre, Ettore Furenti, licenziato dopo la chiusura dello storico cotonificio del paese. A raccontare è Elia, a trent’anni dai fatti accaduti, con la coscienza di un uomo ormai adulto, colpito da un destino fin troppo crudele.

Con i connotati tipici del noir italiano, la storia si presenta come un alternarsi di flashback riguardanti il suo percorso di crescita interiore, fortemente segnato dall’attrazione per Anna, madre del suo migliore e unico amico, e la ricostruzione di quella che è stata la denigrazione del padre, culminata con la sconfitta anche psicologica di quest’uomo sfortunato.

Elena Varvello si fa portavoce degli avvenimenti con uno stile asciutto, essenziale e perfettamente calibrato, in grado di mozzare il fiato al lettore, con la consapevolezza di chi non ha bisogno di dover dare troppe spiegazioni.

La tormentata adolescenza di Elia, sviluppata nel raggio di qualche settimana, si contrappone alla pazzia del padre, che all’improvviso distrugge l’equilibrio familiare già precario.

L’autrice sceglie di raccontare la vita così com’è, ricca d’imprevisti e problemi, talvolta anche irrisolvibili, che possono portare alla catastrofe o alla totale distruzione di un essere umano. Riviviamo nelle parole di Elia il senso di colpa per non essere riuscito a capire il padre e a fermarlo: «Se tieni per te le cose, non sembrano poi così vere». Perché sia Elia che la madre hanno preferito lasciar perdere e non guardare in faccia la realtà.

Un finale che riusciamo a intercettare sin dalle prime pagine, e che il titolo sembra quasi negare. «Un fulmine a ciel sereno», che colpisce e ferisce l’animo del lettore.