Chiedi all’autore

Chiedi

Chiara FrugoniVita di un uomo: Francesco d’Assisi

Liceo Dante Alighieri, Roma
Classe: IIIA
Docente: Christian Raimo

Francesco rinnega la letteratura e la cultura poiché ritiene che distolgano dal lavoro manuale, che lui predilige; nonostante ciò più volte si esprime in francese. Perché allora non rinuncia anche a questo aspetto della sua vita precedente?

Non è esattamente così. Rinuncia alla cultura perché la scienza – ritiene – «gonfia», fa diventare superbi, è una fonte di orgoglio e di dominio, spegne la carità, crea una separazione fra chi sa e chi no. Vuole essere un povero ma non un mendicante; per questo vuole che lui e i frati lavorino. Parla in francese quando è ancora sulla via della conversione, quando si ricorda molto bene delle avvenure di re Artù e di Orlando che erano scritte in francese, dove il giovane Francesco trovava esaltati i suoi ideali, la liberalità, la cortesia, la prodezza. In quel tempo Francesco pensava ancora di diventare cavaliere. Francesco parla in francese in occasioni speciali: ricorre alla lingua dei paladini e dei cavalieri quando ha bisogno del loro modello, per superare con slancio una situazione emotiva difficile, quando ha paura e vergogna. È allora che parla la lingua con cui i suoi eroi mettono in atto generosità, lealtà, coraggio disinteressato.

Scopri di più

Chiedi

Paolo GiordanoIl nero e l’argento

IISS G. Salvemini, Alessano (Lecce)
Classe: II A Liceo scientifico Scienze applicate
Docente: Valeria Bisanti

Leggere e scrivere sono attività che in qualche modo ci trasformano perché stimolano il pensiero, l’immaginazione e la sensibilità. Francesco Petrarca parlando dei libri diceva: «Per me parlano e cantano e v’è chi con festose parole allontana da me la tristezza»; Virginia Woolf osservava: «Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine». Leggere, insomma, offre preziosi strumenti cognitivi per affrontare le difficoltà. Per lei, invece, la scrittura è un mezzo per conoscere meglio se stesso?

Poiché nella domanda mescolate lettura e scrittura, partirei dalla prima. La lettura, per quanto mi riguarda, è senz’altro un modo per conoscere meglio me stesso. Forse detto così è troppo: per rispecchiarmi, ecco. Ma non credo che sia mai stato questo il motivo principale della mia dedizione come lettore. Il punto principale è che mi piace.

Scopri di più